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martedì 26 Maggio 2026
Qualità della vita per i giovani: Taranto l'ultima

Taranto non è una provincia per giovani. A dirlo non è un’opinione, ma la nuova classifica del Sole 24 Ore dedicata alla qualità della vita per la fascia 15–35 anni: il territorio ionico si piazza al 107° posto su 107, ultima in Italia. Un risultato impietoso che fotografa un fallimento strutturale.

A certificare la crisi ci sono i numeri. La percentuale di NEET – giovani che non studiano e non lavorano – raggiunge il 34,6%, più del doppio della media nazionale (14,9%). Ancora più drammatico il dato sulla disoccupazione giovanile, che tocca il 43,9% contro l’11,7% italiano. Una generazione che non trova spazio, prospettive, né un motivo per restare.

La situazione non migliora guardando ai più piccoli: Taranto è 82ª per qualità della vita dei bambini. Va meglio per gli anziani, con un 45° posto che conferma un trend ormai evidente: questa è una provincia che invecchia, mentre i giovani partono. E partono perché non vedono futuro.

Il rischio è quello di un territorio che si svuota, trasformandosi in un dormitorio privo di vitalità, incapace di trattenere energie, competenze e creatività. Un declino che riguarda non solo il capoluogo, ma anche i comuni della provincia.

Eppure, mai come ora, Taranto ha risorse a disposizione: 2 miliardi di euro in arrivo tra fondi pubblici, investimenti e progetti strategici. “È l’ultimo treno”, dicono in molti. Perderlo significherebbe compromettere definitivamente il destino della città.

Ben vengano tavoli di confronto, convegni, analisi e studi sulle esperienze virtuose di altre realtà. Ma il tempo delle parole è finito. Servono azioni concrete, progetti reali, politiche che parlino ai giovani e li mettano al centro.

Perché se anche questa occasione dovesse sfumare, su Taranto rischia davvero di calare il sipario.

Servizio a cura di Enzo Ferrari