«Se consideriamo ex Ilva un asset strategico per il Paese, io auspicherei che rimanga di proprietà dello Stato. Se lo Stato ha l’energia e il gas, perché non dovrebbe avere l’acciaio?». Con queste parole, il presidente di Federmeccanica Simone Bettini ha aperto la presentazione della ricerca condotta da Community Research & Analysis, illustrata nello stabilimento di Taranto insieme a Confindustria Taranto.
I dati parlano chiaro: l’85,7% degli italiani è contrario alla chiusura dell’ex Ilva e chiede un rilancio nazionale della produzione. Un risultato che riflette una consapevolezza diffusa: per il 78,5% degli intervistati, l’acciaio è indispensabile alla sopravvivenza dell’industria italiana. Il 70,8% teme una dipendenza eccessiva da player stranieri come Cina e India, considerata un rischio per la resilienza delle filiere manifatturiere.
La ricerca, basata su un campione di 1.200 persone rappresentativo della popolazione italiana, evidenzia però un forte paradosso informativo. Se da un lato il tema è percepito come centrale, dall’altro l’80,5% degli italiani non conosce i dati ambientali ufficiali. Taranto continua a essere vista come una città altamente inquinata, nonostante – secondo le rilevazioni Legambiente 2025 – oggi presenti uno dei livelli di PM10 più bassi tra i capoluoghi pugliesi, ampiamente entro i limiti di legge.
Un limite metodologico importante è che la ricerca non ha previsto un campione dedicato esclusivamente alla città di Taranto, rendendo evidente la distanza tra percezione nazionale e realtà locale. Una distanza che, come sottolinea il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, pesa sulla possibilità di far convivere industria e imprenditoria turistica.
Sul fronte industriale, intanto, le trattative proseguono. Si parla di una possibile cordata Eni–Arvedi, ma Bettini è categorico: «Il tempo dei rinvii è scaduto». La richiesta che emerge dalla società civile è quella di un piano industriale chiaro, capace di riportare lo stabilimento alla piena capacità produttiva in un’ottica di ecosostenibilità.
In conclusione, la posizione degli italiani è netta: l’ex Ilva è un asset fondamentale per la sovranità industriale del Paese. «Non si può fare a meno dell’ex Ilva – ribadisce Bettini – difendere e sviluppare questo asset è una questione di sovranità industriale».
Servizio a cura di Valentina Castellaneta