L’aeroporto Arlotta di Grottaglie si presenta oggi in una veste completamente rinnovata. Il terminal passeggeri, oggetto di un intervento da 14 milioni di euro, è stato ammodernato grazie a ingenti investimenti pubblici e si candida a diventare un’infrastruttura strategica in vista dei Giochi del Mediterraneo. L’open day organizzato per fare il punto sullo stato dei lavori conferma che, secondo Aeroporti di Puglia, manca circa un mese al completamento definitivo.
Il presidente Antonio Maria Vasile ha ribadito che il terminal avrà “tutte le carte in regola per essere considerato un’infrastruttura strategica”, sottolineando come l’opera sia stata resa possibile grazie al sostegno economico della Regione Puglia e ai fondi pubblici stanziati negli anni. Il terminal, una volta completato, sarà arricchito anche dalle eccellenze dell’artigianato locale, con un allestimento dedicato ai ceramisti di Grottaglie.
Ma mentre la struttura si avvicina alla consegna, resta irrisolto il nodo principale: l’attivazione dei voli civili passeggeri. La consigliera regionale Anna Grazia Angolano (M5S) ha ricordato che la mobilità è un diritto costituzionale e che il Piano Nazionale degli Aeroporti non esclude la coesistenza tra vocazione cargo e voli passeggeri. Per lei, il territorio non chiede un favore, ma il riconoscimento di un diritto.
Il consigliere regionale PD Cosimo Borraccino ha evidenziato come il terminal sia stato completamente ristrutturato grazie ai 9 milioni di euro deliberati nel 2019, quando era assessore, e ha definito l’iniziativa odierna un’azione di controllo pubblico su un’opera finanziata con i soldi dei cittadini pugliesi. L’obiettivo resta quello di attivare i voli civili, un percorso che — sostiene — potrà essere portato avanti insieme agli altri consiglieri del territorio.
Per Giuseppe Fischetti, si tratta di una “battaglia di civiltà” che deve unire maggioranza e opposizione in consiglio regionale, superando gli steccati ideologici. Una battaglia territoriale, non locale, che richiede il coinvolgimento del governo nazionale per rendere sostenibile l’avvio delle rotte.
Il terminal è pronto, la “scatola” c’è. Ora servono i macchinari, i servizi, ma soprattutto i voli: i biglietti, i passeggeri, gli aerei sulla pista. Perché un’infrastruttura può essere moderna e funzionale, ma senza rotte attive non può generare sviluppo, turismo ed economia.
Il futuro dell’aeroporto Arlotta passa da qui: dalla capacità di trasformare un’opera pubblica completata in un vero motore di mobilità per il territorio.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta