Il processo Ambiente Svenduto registra una svolta significativa che potrebbe incidere anche sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto. Le società ILVA in amministrazione straordinaria, Partecipazioni Industriali e Riva Forni Elettrici sono state escluse dall’illecito amministrativo relativo al reato associativo e alle ipotesi di disastro ambientale e avvelenamento.
A darne notizia è l’avvocato Angelo Loreto, legale di ILVA in amministrazione straordinaria, che ha spiegato all’agenzia AGI come il pronunciamento della Corte d’Appello di Potenza — dove il processo è in corso — renda ora “in discesa” il percorso verso il dissequestro dell’area a caldo, sotto sigilli dal luglio 2012.
Le tre società escono dunque dal perimetro dell’illecito amministrativo, ma ILVA in AS resta nel processo per due episodi di omicidio colposo contestati. Parallelamente, il numero degli imputati scende a 16: nell’udienza del 23 maggio scorso, la Corte ha dichiarato il non luogo a procedere per diversi imputati per intervenuta prescrizione. Tra questi anche l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione per presunte pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato.
Il processo, concluso in primo grado a Taranto nel maggio 2021 con condanne per oltre 270 anni complessivi, era stato completamente azzerato dalla Corte d’Appello nel settembre 2024. La decisione era arrivata dopo la scoperta che tra le parti civili figuravano due ex magistrati onorari in carica all’epoca dei fatti contestati, elemento ritenuto incompatibile.
Sul fronte politico-industriale, il ministro per le Imprese Adolfo Urso, intervenendo a un evento al Ministero del Made in Italy, ha ricordato l’eredità pesante lasciata dalla precedente gestione: oltre 7 miliardi di euro di danni agli impianti e all’azienda. Urso ha ribadito che il dossier è seguito direttamente da Palazzo Chigi, dove da due anni è attivo un tavolo interministeriale con la partecipazione dei sindacati per individuare soluzioni condivise.
La giornata segna dunque un passaggio cruciale: tra giustizia, industria e politica, il futuro dell’ex Ilva resta complesso, ma il quadro giudiziario comincia a delinearsi con maggiore chiarezza.
Servizio a cura di Enzo Ferrari