Un giardino per imparare a riconoscere ciò che si prova, per prevenire il disagio e per costruire relazioni sane fin dall’infanzia. È stato inaugurato all’Istituto De Amicis di Grottaglie il Giardino delle Emozioni, un progetto promosso da Scuola Attiva con il patrocinio del Comune e il sostegno di Boeing Italia, da anni impegnata in iniziative di responsabilità sociale sul territorio.
L’obiettivo è chiaro: educare all’affettività, al rispetto, alla parità e al benessere emotivo, offrendo ai bambini uno spazio sicuro in cui parlare di ciò che sentono. Un tema oggi più che mai urgente, alla luce dei frequenti episodi che portano i giovani alla ribalta delle cronache.
Il cuore del nuovo giardino è la Spirale dei Sensi, un percorso ispirato al gioco dell’oca, pensato per accompagnare i più piccoli nella scoperta delle emozioni attraverso il movimento, il gioco e l’ascolto. Un modo semplice e intuitivo per trasformare l’educazione emotiva in un’esperienza concreta.
Al taglio del nastro erano presenti il sindaco Ciro D’Alò, l’assessore alla Pubblica Istruzione Raffaella Capriglia e Armida Balla per Boeing Italia. Proprio Boeing ha sottolineato come il progetto Spazio Emozione rappresenti un impegno costante verso la comunità: “Grottaglie è importante per noi per via del programma 787. Riqualificare spazi scolastici significa restituire valore alla comunità e ai ragazzi, come facciamo da 15 anni”.
Grande entusiasmo tra i bambini, protagonisti dell’inaugurazione anche con esibizioni musicali che hanno emozionato genitori e insegnanti. Soddisfatto il sindaco D’Alò, che ha definito l’iniziativa “una guida per il benessere dei ragazzi, un modo per educarli alla sensibilità e renderli cittadini migliori”.
Il progetto non si ferma qui: l’intenzione è avviare un roadshow nazionale, con nuove Aule e Giardini delle Emozioni in altre città italiane già dal prossimo anno. Un percorso che parte da Grottaglie e che punta a diffondere un messaggio semplice ma fondamentale: educare alle emozioni significa educare alla vita.
Servizio a cura di Enzo Ferrari