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domenica 6 Settembre 2026
Dopo i Giochi: cosa si aspettano i Tarantini

Le luci dello stadio Erasmo Iacovone si sono spente, segnando ufficialmente la fine dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Un evento che ha lasciato nella città un vortice di emozioni: gioia, orgoglio, malinconia. Sentimenti contrastanti che raccontano la portata di ciò che Taranto ha vissuto.

Per due settimane Taranto è stata attraversata da migliaia di persone: atleti, famiglie, volontari, turisti. La città, spesso intrappolata in narrazioni cupe, si è mostrata luminosa, accogliente, internazionale. Molti cittadini hanno confessato di aver provato un’emozione nuova nel vedere Taranto in TV, sotto i riflettori, protagonista di un evento globale.

Le testimonianze parlano chiaro:

  • “Una gioia, una grande emozione.”

  • “Organizzazione fantastica, città trasformata.”

  • “Spero sia un punto di partenza, non di arrivo.”

La sfida ora è far vivere ciò che è stato costruito. Gli impianti – dalla piscina olimpica al nuovo Iacovone, fino al futuristico PalaRicciardi – rappresentano un patrimonio che deve diventare motore di sport, cultura, eventi, opportunità per i giovani.

Taranto ha dimostrato di poter essere capitale dello sport del Sud Italia. Ora serve continuità, visione, cura.

La vera eredità dei Giochi non è solo infrastrutturale: è emotiva, identitaria. Taranto ha scoperto che può osare, che può crescere, che può liberarsi dal “rito del lamento” e costruire una nuova prospettiva.

La città è stata al centro del mondo. E ora ha la certezza di poterlo essere ancora.

Le difficoltà non mancheranno, ma la ricchezza di queste giornate non può essere sprecata. Taranto ha trovato una scintilla. Sta alla politica, alle istituzioni e alla comunità non lasciarla spegnere.

Servizio a cura di Federica Pompamea