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giovedì 10 Settembre 2026
Commercio: persi tremila posti di lavoro

La crisi dell’ex Ilva continua a generare effetti che vanno ben oltre i confini dello stabilimento siderurgico. Non riguarda solo i lavoratori della fabbrica o dell’indotto, ma si estende a tutto il tessuto economico della provincia di Taranto. È quanto ha evidenziato il presidente di Confcommercio Taranto, Giuseppe Spadafino, intervenuto nella trasmissione Buongiorno Taranto.

Secondo Spadafino, il territorio vive una doppia criticità:

  • da un lato il crollo del potere d’acquisto, che mette in crisi le attività commerciali;

  • dall’altro la presenza dello stabilimento siderurgico, percepita come ostacolo a nuovi investimenti e alla diversificazione economica.

La crisi dell’ex Ilva, dunque, non è un tema circoscritto alla fabbrica: è un problema sistemico che coinvolge l’intera economia ionica.

I dati camerali del primo trimestre 2026 sono allarmanti:

  • 1.000 attività chiuse tra Taranto e provincia;

  • un moltiplicatore economico che porta la perdita complessiva a 3.000 posti di lavoro;

  • 2.800 lavoratori dell’ex Ilva direttamente minacciati dalla crisi industriale.

Spadafino parla di un “mondo fantasma”: quello delle piccole imprese, dei negozi, dei servizi, che non compaiono nelle statistiche ufficiali ma che rappresentano la spina dorsale dell’economia locale.

Il presidente di Confcommercio sottolinea la necessità di un programma serio di rilancio del territorio, che non si limiti a gestire l’emergenza dell’ex Ilva ma che guardi alla trasformazione complessiva della città.

Qualunque sarà il futuro dello stabilimento, il governo deve prendere atto che Taranto ha bisogno di una strategia che integri:

  • sviluppo economico;

  • attrazione di investimenti;

  • tutela sociale;

  • diversificazione produttiva.

Senza un intervento strutturale, il rischio è quello di una crisi sociale pronta a esplodere.

La crisi dell’ex Ilva è il punto di partenza, non il punto di arrivo. Taranto deve costruire un modello economico nuovo, capace di sostenere commercio, turismo, servizi e innovazione. Un territorio che vuole crescere non può restare ostaggio di un’unica grande vertenza.

Servizio a cura di Enzo Ferrari