L’anno scolastico 2026-2027 è iniziato in anticipo per diversi istituti tarantini. Pacinotti, Righi, Liside, Cabrini e Archimede hanno scelto di far suonare la campanella prima del 17 settembre, data fissata dalla Regione Puglia. Una decisione presa nonostante il dibattito nazionale ancora acceso sul possibile slittamento della riapertura a causa delle temperature elevate.
Il Ministero dell’Istruzione ha respinto l’ipotesi di un rinvio generalizzato, optando invece per un intervento immediato: un fondo straordinario da 20 milioni di euro destinato all’acquisto di dispositivi di ventilazione. Le scuole hanno tempo fino a domani alle 14 per presentare domanda sul portale ministeriale.
Parallelamente, resta centrale la sfida di ridurre gli sprechi energetici nel lungo periodo, un obiettivo da raggiungere in collaborazione con Comuni e Province.
In questo contesto, a distinguersi è stato l’Istituto Maria Pia di Taranto, che ha scelto una soluzione innovativa per superare l’ostacolo delle aule troppo calde: portare la didattica al mare.
Con il progetto I figli di Taras, gli studenti hanno svolto attività di snorkeling e immersioni al Sun Bay, trasformando il litorale ionico in una vera e propria aula a cielo aperto. Un modo per coniugare programmi tradizionali con sport, tutela dell’ecosistema, collaborazione e rispetto dell’ambiente.
L’iniziativa del Maria Pia dimostra come la scuola possa diventare laboratorio di soluzioni concrete, capaci di rispondere alle emergenze climatiche senza rinunciare alla qualità della formazione. Sport e natura diventano strumenti integrativi per insegnare regole, responsabilità e consapevolezza ambientale.
Mentre il dibattito nazionale continua, Taranto sceglie di agire: anticipa il calendario, affronta il caldo e sperimenta nuove forme di didattica. Una città che, anche nella scuola, prova a trasformare le difficoltà in opportunità.
Servizio a cura di Federica Pompamea