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martedì 3 Novembre 2026
Ambiente svenduto: da risarciti a condannati

Una vicenda che ha lasciato sgomenti centinaia di lavoratori dell’ex Ilva di Taranto e che continua a suscitare forti polemiche.

Al centro della questione ci sono circa 600 lavoratori, insieme a Fiom CGIL e CGIL, che nel corso del processo “Ambiente Svenduto” si erano costituiti parte civile ritenendosi danneggiati dalle vicende oggetto dell’inchiesta.

Nella fase iniziale del procedimento, la Corte d’Assise di Taranto aveva riconosciuto ai lavoratori un risarcimento provvisorio di 5.000 euro ciascuno, accogliendo la tesi secondo cui fossero da considerare tra le vittime dei reati contestati.

Una decisione che aveva rappresentato un importante riconoscimento simbolico oltre che giuridico.

Successivamente il procedimento è approdato a Potenza.

Qui i giudici hanno ritenuto inefficaci le costituzioni di parte civile presentate a Taranto, sostenendo che non sarebbero state rinnovate nel nuovo procedimento secondo le modalità previste.

Una posizione che ha trovato conferma nei successivi passaggi giudiziari.

La conseguenza è stata particolarmente pesante per i lavoratori coinvolti.

Oltre alla perdita del risarcimento, i circa 600 lavoratori si sono ritrovati destinatari di un provvedimento che comporterebbe il pagamento di circa 3.000 euro ciascuno.

Una situazione che ha suscitato forte amarezza tra gli interessati e tra le organizzazioni sindacali.

Fiom CGIL e CGIL hanno definito la vicenda un “tragico paradosso”, sostenendo che il rischio sia quello di trasformare le vittime in soggetti chiamati a sostenere un costo economico rilevante.

Per questo motivo le organizzazioni sindacali hanno avviato ulteriori verifiche e richieste di chiarimento agli enti competenti.

Mentre si attendono eventuali sviluppi, la questione continua a rappresentare uno dei capitoli più controversi legati alla lunga vicenda giudiziaria dell’ex Ilva.

Per centinaia di lavoratori, infatti, la battaglia iniziata per ottenere il riconoscimento di un danno subito rischia oggi di tradursi in una nuova e inattesa difficoltà economica.

Servizio a cura di Enzo Ferrari