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La crisi di Kyma Ambiente entra in una fase cruciale. Durante la conferenza stampa denominata Operazione Verità, l’amministratore unico Gaetano Nacci ha illustrato la situazione economica della società, ribadendo la necessità di affrontare il problema con trasparenza e rigore.
Secondo Nacci, la situazione debitoria supera i 45 milioni di euro, una condizione che impone decisioni difficili ma inevitabili.
L’amministratore ha sottolineato come nel dibattito pubblico si sia parlato molto della tutela dei lavoratori, degli impianti e del know-how aziendale, ma troppo poco dei creditori che attendono risposte e garanzie.
Nacci ha respinto le accuse di aver intrapreso percorsi autonomi rispetto agli indirizzi della politica cittadina.
«Non esiste una sola decisione assunta che sia in contrasto con quanto deliberato dal Consiglio Comunale», ha ribadito, chiedendo al tempo stesso rispetto professionale e istituzionale.
Resta alta la preoccupazione delle organizzazioni sindacali per il futuro dei 145 lavoratori somministrati a tempo indeterminato.
Per le sigle sindacali rappresentano il segmento più vulnerabile dell’organizzazione aziendale e rischiano di essere i primi a subire gli effetti delle misure di contenimento dei costi.
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato la valutazione del patrimonio aziendale.
Nacci ha spiegato di aver adottato criteri estremamente prudenti per evitare di presentare ai creditori valori patrimoniali che oggi non sarebbero concretamente realizzabili.
«Abbiamo scelto di raccontare la realtà, non di alimentare illusioni», ha spiegato.
Tra gli interventi già avviati figurano:
- la sospensione dell’impianto di compostaggio, ritenuto economicamente non sostenibile;
- la revisione delle concessioni;
- il riordino delle autorizzazioni ambientali del termovalorizzatore;
- la predisposizione di una strategia pluriennale di rilancio.
Adesso la partita si sposta sul piano politico.
Il Comune sarà chiamato ad approvare il bilancio e a valutare la proroga tecnica del servizio in attesa della definizione di un piano di rilancio stimato su un orizzonte di circa otto anni.
Tra assemblee, confronti sindacali e scadenze amministrative, il futuro di Kyma Ambiente resta appeso a decisioni che riguardano non soltanto l’azienda, ma centinaia di lavoratori e un servizio essenziale per la città.
La sfida sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica, tutela occupazionale e continuità del servizio pubblico.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta