Sono circa 2.000 i minori seguiti dai servizi sociali del Comune di Taranto, ma soltanto 39 le famiglie che hanno dato disponibilità ad accogliere bambini e ragazzi attraverso percorsi di affido familiare.
Numeri che raccontano una realtà complessa e che hanno spinto l’amministrazione comunale a organizzare il primo convegno dedicato al tema, dal titolo “Legami in prestito, affetti che restano”.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e promuovere una cultura dell’accoglienza che vada oltre il tradizionale ricorso alle comunità educative.
La finalità è offrire ai minori in situazione di fragilità la possibilità di vivere, anche temporaneamente, all’interno di un contesto familiare capace di garantire relazioni affettive, stabilità e sostegno.
Uno degli aspetti sottolineati durante il convegno riguarda l’ampia platea di persone che possono candidarsi.
L’affido non è riservato esclusivamente alle coppie sposate con figli.
Possono infatti presentare disponibilità:
- persone single;
- famiglie monogenitoriali;
- famiglie omogenitoriali;
- coppie con o senza figli.
Ciò che conta è la capacità di accogliere e accompagnare un minore in un percorso di crescita.
Gli operatori del settore hanno evidenziato come le comunità educative svolgano un ruolo fondamentale, ma non possano sostituire completamente l’esperienza di una famiglia.
L’affido viene quindi considerato uno strumento prezioso per offrire ai minori una rete relazionale più vicina e personalizzata.
Per il professor Marco Giordano dell’Università degli Studi di Bari, l’affido rappresenta prima di tutto una forma concreta di solidarietà.
Un gesto di vicinanza che richiama quelle reti di sostegno reciproco che da sempre caratterizzano le comunità.
L’accoglienza può assumere forme diverse:
- affido diurno;
- affido part-time;
- affido temporaneo;
- affido residenziale.
Ogni situazione viene valutata e accompagnata dai servizi sociali attraverso percorsi specifici di formazione e supporto.
Il Comune invita chiunque sia interessato a conoscere meglio il mondo dell’affido a rivolgersi ai Servizi Sociali.
L’obiettivo è costruire una rete più ampia di famiglie disponibili ad accogliere, affinché sempre più bambini possano trovare sostegno e nuove opportunità all’interno di un ambiente familiare.
Una sfida che riguarda non solo le istituzioni, ma l’intera comunità cittadina.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta