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domenica 14 Dicembre 2025

Ospite di Buongiorno Taranto, il vicesindaco Mattia Giorno, con delega ai Grandi Progetti, Opere e finanziamenti strategici, Rapporti internazionali, Grandi eventi, Innovazione e Politiche giovanili.

Ex Ilva, decoro urbano, parcheggi e sviluppo economico della città sono i temi trattati.

«C’è bisogno di molto tempo – ha detto Giorno parlando di ex Ilva – per archiviare una stagione lunga e complessa, come quella che riguardato il siderurgico a carbone. Siamo tutti ancora oggi pieni di cicatrici o di ferite che riguardano, non solo la vita nello stabilimento, ma più in generale la vita di una città che ha ruotato intorno all’idea di monocultura dell’acciaio che ha bloccato, paralizzato ogni altro sviluppo possibile, a partire da quella culturale, universitaria e quindi l’abbandono delle generazioni più giovani».

Per cambiare paradigma, secondo il vicesindaco ci vorrà molto tempo. «Non è una cosa che si può fare in un anno o in cinque anni. Serve intanto a chiudere la stagione dell’azienda, trovare una formula perché si arrivi ad un modello di produzione diversa».

«C’è il gran tema che riguarda la questione occupazionale, della quale il governo dovrà farsi carico, insieme a sindacati e amministrazioni locali, perché anche solo il fatto di avere altiforni elettrici porta in sé un taglio necessario della forza occupazionale diretta e quindi anche su quella indiretta. È il momento di chiedere al governo che arrivino tutta una serie di compensazioni per il territorio, non come risarcimento, ma che ci metta nelle condizioni di ricominciare da capo la storia di una città».

«Per quanto mi riguarda gli assi di sviluppo sono: la cultura, intesa come sistema universitario e ricerca, che sono attrattori per nuove imprese che vogliano installarsi sul territorio. Poi ci sono gli insediamenti produttivi, il sostegno a nuove filiere di produzione che possono crescere dal basso nel territorio, oppure arrivare da fuori. Esistono finanziamenti come il Jtf, che non solo prevede risorse per questo, ma anche per la formazione dei lavoratori».