«Applicare valori limite di emissione più severi e inserire nell’Autorizzazione Integrata Ambientale condizioni più rigorose per garantire la tutela della salute e dell’ambiente». È piuttosto ferma la risposta della Commissione europea all’interrogazione proposta dagli europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra sull’ex Ilva di Taranto che ha annunciato la notizia della bocciatura dell’Aia.
Una notizia «infondata» secondo i ministeri delle Imprese e Ambiente e sicurezza energetica. «La Commissione – fanno sapere fonti interne ai ministeri – ha semplicemente risposto a un’interrogazione parlamentare, spiegando che l’Aia è stata correttamente rilasciata in base alle direttive 50 del 2008 e 17 del 2004 della Commissione Europea attualmente vigenti. La direttiva 2881 del 2024, che modifica quelle citate, dovrà infatti essere applicata per le procedure successive all’11 dicembre 2026». Eppure per la commissaria europea per l’ambiente Jessika Roswall, l’Italia non può rinviare la tutela della salute a dopo il 2026, data di recepimento della nuova direttiva europea.
In conferenza stampa Europa Verde e Alleanza Verdi e Sinistra hanno tenuto il pugno di ferro. «L’Europa ci dà ragione – ha detto Rosa D’Amato, commissaria regionale di Ev e Avs ed ex europarlamentare – per questo noi chiediamo che la procedura di infrazione proceda e la commissione europea deferisca l’Italia alla Corte di Giustizia europea, ancora una volta. Chiediamo e spingiamo, in tutte le sedi, affinché l’aria a caldo venga fermata, perché quegli impianti non riescono a rispettare i valori minimi di legge che stabilisce il diritto europeo».
Il servizio di Valentina Castellaneta