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venerdì 3 Luglio 2026
Intervista all’avv. Di Ponzio | Il momento del Taranto

Il momento complesso vissuto dal Taranto Calcio continua a far discutere. A intervenire nel dibattito è stato l’avvocato Roberto Di Ponzio, grande tifoso rossoblù ed ex delegato di Lega e sostituto procuratore federale, ospite nei nostri studi per analizzare con lucidità la situazione della nuova società.

Di Ponzio parte da un dato che, negli anni, ha sempre generato stupore negli ambienti calcistici nazionali: “Ovunque andassi, quando dicevo di essere di Taranto, la domanda era sempre la stessa: com’è possibile che una città così, con uno stadio così e un pubblico così, non riesca a emergere?”. Una riflessione che, secondo lui, dovrebbe spingere tutti a interrogarsi sulle cause profonde delle difficoltà rossoblù.

L’avvocato invita a non vivere di nostalgia, ricordando come il mito di Jacopone appartenga ormai a un passato remoto che pochi hanno realmente vissuto. “Negli ultimi trent’anni – sottolinea – il Taranto ha oscillato tra Serie D e Serie C, mentre realtà come Lecce, un tempo marginali, hanno costruito un percorso solido senza miracoli esterni”.

Per Di Ponzio, il problema non è la mancanza di potenziale, ma la mancanza di identità e coerenza gestionale. Porta l’esempio delle sue esperienze con Blasi e Campitiello: “Due presidenti difficili, ma con un’idea chiara. E un’idea, giusta o sbagliata, va perseguita senza farsi condizionare”.

Il riferimento è alle pressioni esterne che, negli anni, avrebbero interferito con la vita societaria: richieste di accessi privilegiati, rapporti commerciali, ingerenze che nulla hanno a che fare con il calcio. “La società deve fare la società, il tifoso deve fare il tifoso, la stampa deve fare la stampa. Ognuno nel proprio ruolo”.

Secondo Di Ponzio, negli ultimi mesi si è percepita una ricerca eccessiva di consenso, un tentativo continuo di accontentare l’opinione pubblica invece di seguire una linea precisa. “È solo una mia impressione – precisa – ma senza un’idea chiara non si costruisce un progetto. E senza progetto non si va da nessuna parte”.

Un intervento diretto, sincero, che invita l’ambiente rossoblù a ritrovare equilibrio, visione e responsabilità. Perché, conclude, “Taranto non ha nulla di meno degli altri. Deve solo smettere di piangersi addosso”.

Servizio a cura di Enzo Ferrari