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lunedì 4 Maggio 2026
46 anni dalla morte di Emanuele Basile

Il 4 maggio 1980 rappresenta una delle pagine più dolorose della storia della lotta alla mafia. A Monreale, durante la festa del SS. Crocifisso, veniva assassinato il Capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, ufficiale trentenne originario di Taranto, impegnato in delicate indagini sui vertici di Cosa Nostra.

Basile collaborava strettamente con il giudice Paolo Borsellino, contribuendo a ricostruire i traffici di droga e le dinamiche interne della “Cupola”. Il suo metodo investigativo, rigoroso e innovativo, stava aprendo nuove prospettive nella comprensione delle attività mafiose. Proprio per questo divenne un bersaglio.

La sera dell’agguato, Basile stava camminando tra la folla con la figlia in braccio quando venne colpito alle spalle da un commando mafioso. Un omicidio che segnò un salto di qualità nella strategia di Cosa Nostra, sempre più decisa a colpire apertamente lo Stato.

Per il suo sacrificio gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile, con una motivazione che ne riconosce il coraggio, la dedizione e l’impegno totale nella difesa della legalità.

A 46 anni dalla sua morte, il nome di Emanuele Basile continua a rappresentare un esempio di servizio, integrità e fedeltà alle istituzioni democratiche. La sua storia resta un monito e un’eredità morale per chi ogni giorno combatte contro le mafie e per una società più giusta.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta