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giovedì 14 Maggio 2026
Omicidio: altro arresto e interrogatori

Proseguono gli sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Sako Bacarì, il 35enne bracciante maliano ucciso all’alba del 9 maggio in Piazza Fontana, nella Città Vecchia di Taranto. Questa mattina uno dei giovani coinvolti, il maggiorenne fermato 48 ore dopo i fatti, è comparso davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha scelto di rilasciare dichiarazioni spontanee: «Sono arrivato a cose fatte e non sono entrato in contatto con la vittima». È difeso dall’avvocato Andrea Maggio.

Nel frattempo, come ipotizzato dagli inquirenti, la Squadra Mobile ha fermato anche il sesto componente della baby gang, un 22enne residente nella Città Vecchia. Anche lui dovrà rispondere di omicidio in concorso, con l’aggravante dei futili motivi. Con questo fermo, il quadro degli indagati appare completo: due maggiorenni e quattro minorenni, tutti coinvolti a vario titolo nell’aggressione che ha portato alla morte di Baccarì.

Mentre la magistratura prosegue il lavoro per ricostruire ruoli e responsabilità, la città si prepara a un momento di partecipazione civile. Alle 17:30, proprio in Piazza Fontana, si terrà una manifestazione promossa da Libera, Mediterranea e dalla comunità africana, con l’adesione di partiti, sindacati e movimenti. Un appuntamento che vuole essere un segnale forte: Taranto non accetta la violenza come normalità e sceglie di reagire unita.

La piazza che pochi giorni fa è stata teatro di sangue diventa così il luogo di una risposta collettiva, un gesto di vicinanza alla famiglia della vittima e un richiamo alla responsabilità sociale. Una comunità che si stringe, che chiede verità e giustizia, e che rifiuta di restare spettatrice.

Servizio a cura di Debora Notarnicola