Si è consumata in pochi giorni la tragedia che ha colpito una donna di 51 anni, originaria di Crispiano, deceduta il 30 aprile dopo un ricovero all’ospedale di Martina Franca per una polmonite batterica. Una vicenda che oggi è al centro di un’indagine della Procura, con due medici indagati e un’autopsia già eseguita per chiarire le cause del decesso.
La donna era stata ricoverata all’inizio di aprile con una diagnosi di polmonite batterica con insufficienza respiratoria acuta e versamento pleurico. Secondo quanto riferito dai familiari, il 9 e il 10 aprile avrebbe iniziato a tossire sangue, motivo per cui le dimissioni previste per l’11 aprile furono rinviate.
Il 14 aprile, nonostante sintomi ancora evidenti – tosse persistente, dolore toracico, febbre, debolezza – la paziente è stata dimessa. La sorella racconta: «Mi diceva che non stava bene, che aveva ancora dolore e febbre. Siamo rimaste stupite, ma abbiamo accettato. È stata dimessa senza alcuna cura da continuare a casa».
Una volta rientrata nella propria abitazione, le condizioni della donna sono peggiorate. Si è rivolta privatamente a uno pneumologo, che ha prescritto una terapia antibiotica diversa da quella ricevuta in ospedale. Dopo un lieve miglioramento della tosse, la situazione è precipitata fino al decesso del 30 aprile.
I familiari hanno sporto denuncia contro ignoti. La Procura ha aperto un fascicolo e ha disposto l’autopsia, eseguita il 19 maggio dal professor Solarino. Gli esiti, attesi entro 60 giorni, saranno decisivi per ricostruire la dinamica clinica e valutare eventuali responsabilità.
La vicenda solleva interrogativi sulle procedure di dimissione, sulla gestione dei sintomi e sulla continuità terapeutica. Una storia dolorosa che ora attende risposte chiare e documentate.
Servizio a cura di Debora Notarnicola