Il primo giorno di giugno segna l’inizio ufficiale della stagione estiva e, con essa, il ritorno di uno dei servizi più amati da cittadini e turisti: il traghetto per l’Isola di San Pietro. L’Adria ha lasciato gli ormeggi attraversando il Mar Piccolo, passando sotto il Ponte Girevole e dirigendosi verso il Mar Grande, accolta dai saluti dei bagnanti che affollano le rive. Una scena che si ripete ogni anno, ma che conserva sempre un fascino particolare.
Il servizio, gestito da Kyma Mobilità, rappresenta un tassello fondamentale della mobilità tarantina. Quest’anno, però, porta con sé una novità significativa: la risoluzione dei problemi legati alla prenotazione dei biglietti. Il presidente Giorgia Gira ha annunciato l’adozione del sistema VivaTicket, una piattaforma più intuitiva e rapida che ha già ricevuto feedback positivi. Un passo avanti importante per evitare rallentamenti e garantire un’esperienza più fluida agli utenti.
Accanto al servizio ordinario, riprendono anche i tour serali, un’occasione per scoprire le meraviglie naturalistiche del Mar Grande e del Mar Piccolo in un’atmosfera suggestiva, tra luci soffuse e panorami che raccontano la storia millenaria della città.
Il sistema delle idrovie si conferma così un pilastro della mobilità locale. L’assessore all’Urbanistica e Mobilità Giovanni Patronelli ha definito il servizio una “priorità tradizionale” per i tarantini, sottolineando l’ambizione di ampliare i punti di approdo già previsti dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. L’obiettivo è trovare nuovi finanziamenti e indirizzare risorse verso il potenziamento dell’intero sistema.
Una parte di questa visione è già inserita nei progetti futuri del SIAB, un piano storico che mira a trasformare il mare di Taranto in un asse strategico della mobilità cittadina. Un’idea che unisce tradizione e innovazione, valorizzando il rapporto profondo tra la città e il suo mare.
Il traghetto per San Pietro non è solo un servizio: è un simbolo. Un ponte tra la città e la sua identità, tra il presente e un futuro in cui il mare diventa infrastruttura, cultura e qualità della vita.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta