Uno spiraglio si apre nel mondo del cinema pugliese, settore che negli ultimi mesi ha mostrato segnali di forte sofferenza. Durante l’audizione in VI Commissione Regionale, l’Unione Sindacale di Base Cinema ha presentato una serie di proposte concrete per contrastare la crisi occupazionale che rischia di trasformarsi in una vera e propria desertificazione culturale.
Tra le misure avanzate dal sindacato:
uno sportello dedicato alle segnalazioni di violazioni contrattuali;
finanziamenti regionali alle produzioni che assumono giovani professionisti pugliesi;
accademie gratuite di cinema nei contesti più difficili, dove i professionisti possono insegnare nei periodi di fermo;
un welfare logistico che garantisca l’indennità di trasferta interregionale per coprire vitto e alloggio.
La presidente della Commissione, Lucia Angolano, ha annunciato l’istituzione di un tavolo permanente, mentre il direttore di Apulia Film Commission, Antonio Parente, ha aperto un dialogo diretto con i sindacati. Un segnale importante, che arriva dopo settimane di mobilitazione.
USB ha presentato una fotografia impietosa:
91% dei lavoratori locali senza impieghi programmati;
quasi 40% senza contratti nel 2026, con il rischio di perdere l’anno contributivo;
professionisti altamente qualificati ma penalizzati dalla natura intermittente del lavoro, che preclude mutui, sostegni sociali e stabilità economica;
discriminazioni economiche rispetto ai non residenti.
Un paradosso, considerando che il settore cinematografico pugliese genera 3,7 euro per ogni euro investito.