FREQUENZA 96.5 MHZ DAB+

domenica 19 Luglio 2026
Il rilancio delle cozze passa dal piano delle coste

Il 2026 segna una svolta storica per la mitilicoltura tarantina. Dopo anni di difficoltà, il Mar Piccolo è tornato a produrre una cozza autoctona di altissima qualità, grazie a condizioni ambientali favorevoli e al lavoro scientifico coordinato dal Commissario straordinario per le bonifiche, con il contributo di CNR, ISPRA, ASL e ARPA. La certificazione ottenuta restituisce credibilità a un settore che ha pagato per decenni le conseguenze dell’inquinamento industriale.

Gli operatori parlano di un prodotto “super”, frutto di un mare che quest’anno ha risposto con forza. La novità più importante riguarda il Primo Seno del Mar Piccolo: le cozze possono tornare a crescere lì, con più spazio e tempi di depurazione più rapidi del previsto. Decade così l’obbligo di spostare l’intero seme entro il 28 febbraio, una regola che per anni ha complicato la gestione degli allevamenti.

Nonostante i progressi scientifici e ambientali, la burocrazia resta un ostacolo. Il Comune di Taranto non ha ancora rilasciato le concessioni degli specchi d’acqua, attese da un anno e mezzo. Una situazione che espone i mitilicoltori al rischio di controlli e di essere considerati abusivi, pur operando nel rispetto delle norme. A pesare è anche la mancanza di infrastrutture: il piano delle coste è fermo al 2020 e i punti di sbarco attrezzati, fondamentali per la filiera, non sono stati realizzati.

Gli operatori chiedono una politica più vicina al settore, ricordando che la crisi della mitilicoltura non è stata causata da loro, ma dalle ricadute della grande industria. Oggi, con un mare che torna a dare frutti e una scienza che certifica la qualità del prodotto, serve un intervento amministrativo rapido e concreto per sostenere una filiera che rappresenta un patrimonio identitario ed economico della città.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta