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martedì 21 Luglio 2026
Taranto Jazz Festival: tra spiritualità e improvvisazione

La luce dell’alba, la terrazza della Cattedrale di San Cataldo e l’incontro tra parola e musica: così è nata “Bibbia e Jazz”, la performance che ha inaugurato l’edizione 2026 del Taranto Jazz Festival. Un format sperimentale che ha trasformato uno dei luoghi più simbolici della città in un palcoscenico sospeso tra meditazione e creatività.

Protagonisti dell’evento sono stati don Emanuele Ferro, parroco della cattedrale e teologo, e il contrabbassista tarantino Camillo Pace. Attraverso letture e riflessioni, don Emanuele ha affrontato i grandi interrogativi dell’esistenza umana, collegando il messaggio biblico alle inquietudini contemporanee. Le sue parole hanno trovato una seconda voce nella musica di Pace, capace di fondere improvvisazione jazz, canzone d’autore e sonorità contemporanee.

La performance non ha proposto una semplice alternanza tra testo e musica, ma un vero dialogo: la parola apriva un varco, la musica lo attraversava; la riflessione poneva una domanda, il contrabbasso ne suggeriva un’eco emotiva. Il tutto mentre il sole sorgeva sul mare e sui tetti della Città Vecchia, creando un’atmosfera irripetibile.

L’incontro si è concluso con una colazione ebraica, ulteriore segno della volontà di unire culture, linguaggi e sensibilità diverse. “Bibbia e Jazz” conferma così la direzione del Taranto Jazz Festival: portare la musica nei luoghi identitari della città, trasformandoli in spazi di relazione e ascolto.

Il festival proseguirà con le tre serate centrali dal 24 al 26 luglio all’Arena Villa Peripato, con un programma ricco di contaminazioni, omaggi e visioni musicali.

Servizio a cura di Federica Pompamea