Sette infortuni mortali in cinque mesi e oltre duemila denunce per malattie professionali: è il quadro allarmante delineato da Lorenzo Cipriani, responsabile della Prevenzione INAIL Puglia, che evidenzia un peggioramento significativo del fenomeno infortunistico nella provincia di Taranto rispetto al 2025.
Il dato più preoccupante riguarda proprio gli eventi mortali: dai due registrati nel 2025 si passa ai sette dei primi mesi del 2026, un numero che eguaglia l’intero bilancio dell’anno precedente. Secondo Cipriani, molti di questi incidenti sono caratterizzati dall’assenza o dal mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, strumenti che, se indossati correttamente, possono salvare la vita.
La situazione non riguarda solo Taranto: l’intera Puglia mostra un peggioramento complessivo degli infortuni sul lavoro, in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale. I dati INAIL parlano chiaro: 23 decessi regionali contro i 20 del 2025 e 451 denunce in più. Le province più colpite sono Bari e Barletta-Andria-Trani, con i settori delle costruzioni e della logistica in prima linea.
Cipriani sottolinea che la prevenzione passa dalla consapevolezza del rischio, ancora poco radicata nella cultura generale. “Bisogna accrescere la cultura della sicurezza tra aziende e lavoratori”, afferma. “Considerare abituale l’utilizzo dei dispositivi di protezione significa lavorare in maniera corretta e ridurre drasticamente gli incidenti.”
Le campagne di sensibilizzazione proseguono, con l’obiettivo di tutelare lavoratori e lavoratrici e promuovere buone pratiche che possano invertire una tendenza preoccupante. La sicurezza sul lavoro resta una priorità assoluta, un impegno condiviso che deve coinvolgere istituzioni, imprese e cittadini.
Servizio a cura di Federica Pompamea