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venerdì 24 Luglio 2026
Precari della giustizia: 24 lavoratori in ballo

Entra nel vivo la mobilitazione dei precari della giustizia. A Taranto, davanti al Palazzo di Giustizia, la CGIL Funzione Pubblica ha organizzato un’iniziativa per richiamare l’attenzione sulla situazione dei 24 lavoratori dell’Ufficio per il Processo e dei tecnici di amministrazione, parte dei 1.300 precari presenti sul territorio nazionale.

Si tratta di lavoratori che, negli ultimi quattro anni, hanno contribuito in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi del PNRR: l’abbattimento del carico processuale civile e penale, il supporto ai magistrati, il recupero dei ritardi accumulati negli uffici giudiziari. Un risultato ottenuto in anticipo rispetto alle scadenze europee.

Assunti nel giugno 2024 con un contratto biennale, hanno ricevuto una proroga di soli tre mesi, fino a settembre 2026. Oltre quella data, però, non esiste alcuna prospettiva. “La precarietà è stata una condizione difficile”, raccontano. “Sempre sotto la spada di Damocle del ricatto: lavorare bene per meritare la stabilizzazione.”

La CGIL ha invitato tutti i parlamentari del territorio, di maggioranza e opposizione, affinché si trovi una soluzione bipartisan. La richiesta è chiara: una mini‑proroga al 31 dicembre e, successivamente, la stabilizzazione in legge di bilancio. “Quando lo Stato ha preteso il lavoro corretto da questi operatori, ora deve garantire loro tutela e riconoscimento”, afferma la deputata che annuncia un’interrogazione al ministro Nordio.

Presente al presidio anche l’onorevole Dario Iaia, che ha rassicurato i lavoratori: “Stiamo lavorando per fare in modo che tutti vengano stabilizzati.”

La vertenza resta aperta, ma il messaggio è forte: chi ha permesso allo Stato di raggiungere gli obiettivi del PNRR non può essere lasciato senza futuro.

Servizio a cura di Debora Notarnicola