In acqua il movimento diventa danza. Il bacino guida la spinta, le gambe si muovono all’unisono, la coda da sirena si trasforma in un’estensione naturale del corpo. È il marmaiding, disciplina sportiva del nuoto pinnato. Per molti è un hobby, una curiosità, un trend. Per Rosaria, invece, è la realizzazione di un sogno iniziato quattro anni fa, quando vide per la prima volta una ragazza immergersi con quella coda dai riflessi iridescenti.
Oggi quel sogno è realtà: il 3 ottobre parteciperà al Campionato Nazionale di Cagliari. “Sono molto felice”, racconta. Per lei non conta vincere, ma partecipare e divertirsi. “Non mi piace vincere… l’importante è divertirsi”, ripete con la spontaneità che la contraddistingue.
Il suo percorso è stato lungo e complesso. Rosaria ha 20 anni, è autistica, e la sua storia inizia quando aveva appena 18 mesi. Non parlava, portava il pannolino fino a 8 anni. La famiglia, gli educatori e gli allenatori hanno costruito un cammino fatto di costanza, caparbietà e piccoli grandi traguardi. Oggi Rosaria è una giovane atleta determinata, che ripete gli esercizi finché non riesce, che si pone obiettivi e li raggiunge.
Un ruolo fondamentale lo ha avuto la squadra. L’associazione Enjoy Your Dive ha scelto di non inserirla in una categoria separata, pur esistendo. Rosaria gareggerà insieme alle normotipiche, perché la vera inclusione è condividere la stessa corsia, lo stesso allenamento, la stessa emozione. “La vera vittoria sta nel farle partecipare tutte insieme”, spiegano le allenatrici.
Gli allenamenti sono intensi, la squadra è compatta, le compagne fanno il tifo per lei. È un gruppo che dimostra come lo sport possa essere davvero un ponte, un luogo dove le differenze non dividono ma arricchiscono.
Rosaria affronta la vita e la vasca con un motto semplice: quando la passione, il mare e la formazione si incontrano, ogni barriera si dissolve. E in questa sfida, come in tutte le altre, non è sola.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta