Un operaio della SEMAT Engineering è rimasto ferito ieri sera in AFO2, all’interno dell’acciaieria di Taranto. L’incidente è avvenuto dopo le 21:00 mentre il lavoratore operava sul piano di colata: secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato investito da un muletto, riportando una grave ferita al ginocchio. Trasportato al Santissima Annunziata, gli è stata diagnosticata una frattura alla rotula con una prognosi di circa 30 giorni. Le sue condizioni non sono gravi, ma resta ricoverato in osservazione.
L’episodio riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro, già drammaticamente attuale nello stabilimento siderurgico. Ogni incidente conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione e rafforzare le misure di prevenzione.
Sul fronte giudiziario, gli uffici legali dei Dicasteri presenti all’incontro del Ministero delle Imprese con le aziende dell’indotto hanno chiarito che non è possibile emanare provvedimenti per contrastare il decreto della Corte d’Appello di Milano, che impone la chiusura dell’area a caldo. I tecnici del MIMIT hanno però accolto la proposta di avviare un tavolo di lavoro per verificare eventuali alternative tecniche e giuridiche.
Tra le ipotesi c’è quella di valutare, in un eventuale riesame dell’AIA, la possibilità di autorizzare una produzione inferiore ai 6 milioni di tonnellate, così da evitare la chiusura totale dell’area a caldo.
Nel frattempo, i commissari di Acciaieria d’Italia hanno dato mandato ai propri legali di predisporre il ricorso in Cassazione contro il decreto della Corte d’Appello di Milano.
La situazione resta complessa: tra sicurezza, vincoli giudiziari e prospettive industriali, Taranto attende risposte che possano garantire tutela dei lavoratori e futuro produttivo.
Servizio a cura di Debora Notarnicola