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sabato 8 Agosto 2026
La città dei giochi ignora il Mediterraneo

È un paradosso che fa rumore: Taranto, città dei Giochi del Mediterraneo, non è riuscita a organizzare nemmeno un grande evento culturale dedicato al tema che dovrebbe rappresentarla. Una mancanza che si aggiunge al rischio di vedere scomparire il Paisiello Festival e alla scarsa valorizzazione di figure simboliche come l’atleta Al Martha. Tutti segnali di una difficoltà strutturale: gli enti pubblici e privati faticano a investire nella cultura come motore di sviluppo e riconversione.

Mentre Taranto resta ferma, altrove il Mediterraneo viene celebrato con forza. A Vieste è stata allestita una grande mostra dedicata a Giorgio De Chirico, “Ritorno al Mediterraneo”, ospitata nelle sale del Museo Civico. La beffa è che la mostra è dedicata a Iole De Sanna, storica dell’arte tarantina scomparsa prematuramente, quasi dimenticata nella sua città ma omaggiata altrove. Fu proprio lei, nel 1998, a portare le opere di De Chirico al Castello Aragonese di Taranto.

A Martina Franca, il Festival della Valle d’Itria — unico evento culturale di valenza internazionale della provincia — ha scelto come tema proprio il Mediterraneo, culla del mito e crocevia di culture. A Grottaglie, il Castello Episcopio ospita una mostra internazionale di ceramica contemporanea con oltre 80 opere di autori italiani e stranieri. A Matera, l’Archivio di Stato presenta la collettiva fotografica “Antropografie mediterranee”, con le visioni di 14 fotografi. E a Locorotondo, la festa di luci “Luminaria” ha dedicato un’intera edizione ai Giochi del Mediterraneo, richiamando migliaia di visitatori.

Il quadro è chiaro: mentre il territorio celebra il Mediterraneo con creatività, visione e investimenti, Taranto non è riuscita a cogliere l’occasione. Una lezione per il futuro, sempre che ci sia la volontà di imparare e, soprattutto, di cambiare.

Servizio a cura di Enzo Ferrari