Le alte temperature che stanno colpendo il Mar Piccolo ripropongono un fenomeno già noto ai mitilicoltori tarantini: la moria del seme, che negli anni scorsi ha compromesso gran parte della produzione. Il rischio è che il ciclo produttivo del prossimo anno venga seriamente danneggiato, rendendo urgente un cambio di approccio: non più interventi emergenziali, ma una programmazione strutturale.
Per affrontare la situazione, si è svolto un incontro tra il commissario straordinario per le bonifiche Vito Uricchio, gli assessori regionali Francesco Paolicelli, Donato Pentassuglia e Deborah Ciliento. Al centro del confronto, gli esiti dello studio scientifico “Valutazione dei tassi di decontaminazione in lotti di mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande”, concluso il 30 giugno.
Il progetto nasce dalla necessità di mitigare l’impatto socio-economico dell’ordinanza regionale n. 1989/2011, che ha permesso di non interrompere la storica attività nel Primo Seno, pur imponendo limitazioni indispensabili per la tutela della salute pubblica.
Grazie ai fondi del Mase e del CIS, e al lavoro congiunto di Arpa Puglia, Asl Taranto, CNR, Ispra, Capitaneria di Porto e Comune di Taranto, sono stati monitorati:
tempi di abbattimento degli inquinanti organici
capacità di decontaminazione dei molluschi
parametri biometrici dei mitili
efficacia del trasferimento in acque più pulite
I dati raccolti consentono ora di definire con maggiore precisione le tempistiche necessarie per garantire la sicurezza alimentare e la sostenibilità della filiera.
Alla luce dei risultati scientifici, verranno rimodulati i calendari di raccolta e trasferimento del seme. È stata inoltre stabilita l’istituzione di un tavolo tecnico per aggiornare l’ordinanza regionale, con l’obiettivo di creare condizioni operative ed economiche più favorevoli per i mitilicoltori, mantenendo come priorità assoluta la tutela della salute pubblica.
Il passo successivo sarà trasformare i dati scientifici in atti amministrativi concreti, capaci di offrire stabilità alla filiera e di evitare che ogni estate diventi una corsa contro il tempo.
Taranto difende così una delle sue identità più profonde: la mitilicoltura, patrimonio economico, culturale e sociale del territorio.
Servizio a cura di Debora Notarnicola