La Confraternita dell’Addolorata ha conferito il premio “Cuore di Donne” a Caterina Contegiacomo, attivista di Mediterranea Saving Humans e figura di riferimento nel sostegno alla famiglia di Bacari Saco, il giovane maliano ucciso a maggio in Piazza Fontana. Un riconoscimento che celebra una donna che ha saputo distinguersi nel campo della solidarietà, dell’accoglienza e della difesa dei più fragili.
La scelta del sodalizio, guidato dal padre spirituale Mons. Emanuele Ferro e dal priore Giancarlo Roberti, nasce dalla volontà di valorizzare chi, con gesti concreti, si mette al servizio della comunità. Caterina Contegiacomo è stata premiata per le sue azioni a tutela dei diritti umani, per l’impegno nell’accoglienza dei migranti e per la vicinanza alla famiglia di Bacari Saco in un momento di profondo dolore.
Il premio rappresenta una benemerenza destinata a donne della città e della provincia di Taranto che si distinguono nel sostegno ai più bisognosi, nella cura degli ultimi e nella promozione di valori di umanità e fraternità.
La consegna è avvenuta ieri sera nella chiesa di San Domenico, durante la celebrazione eucaristica dedicata alla Beata Vergine Addolorata, presieduta dal Vescovo Ciro Miniero. Nel corso della funzione si è svolto anche il rito di aggregazione per 40 nuovi confratelli e consorelle, un momento che ha sottolineato la vitalità e la partecipazione della comunità.
Il Vescovo Miniero ha ricordato come la devozione all’Addolorata sia testimonianza di un amore che accompagna i passi dell’uomo, anche quelli segnati dal dolore, per trasformarli in forza, bene e speranza.
Le celebrazioni proseguiranno fino a domenica 20 settembre, quando il simulacro dell’Addolorata attraverserà le vie dell’Isola, accompagnato dalle marce sinfoniche, in un percorso che anticipa i riti della Settimana Santa.
Un premio, quello a Caterina Contegiacomo, che non è solo un riconoscimento: è un messaggio alla città. Un invito a guardare agli ultimi, a difendere la dignità di ogni persona, a costruire comunità.
Servizio a cura di Federica Pompamea