La riunione di oggi a Palazzo Chigi segna un passaggio cruciale nella vertenza Ex Ilva. Il Governo ha illustrato una linea d’azione che si muove su tre livelli, con l’obiettivo di evitare che la crisi venga qualificata come una semplice cessazione di attività e di accompagnare Taranto verso una nuova fase industriale.
La priorità è evitare l’esplosione della crisi occupazionale, soprattutto nel bacino dell’indotto. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha annunciato la costruzione di una Cassa Integrazione Guadagni in deroga straordinaria, definita come un ammortizzatore unico per le situazioni di emergenza.
La platea stimata è di circa 4.000 lavoratori. La qualificazione delle aziende dell’indotto sarà definita con criteri come:
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monocommittenza,
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dipendenza economica rilevante dal business di Acciaierie d’Italia.
Sindacati e commissari ADI in amministrazione straordinaria saranno coinvolti nella definizione. Calderone ha annunciato anche una norma che porterà l’integrazione al 70%, avvicinando il trattamento a quello dei lavoratori dell’Ilva in AS.
Il Ministero del Lavoro punta a collegare il sostegno al reddito a percorsi di ricollocazione. Apertura politica anche sul pensionamento anticipato, legato alla natura usurante del lavoro siderurgico.
Il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha invece concentrato il suo intervento sulla reindustrializzazione del territorio ionico, annunciando la costruzione di un programma specifico di rilancio industriale con ipotesi di investimento già considerate significative.
Il Governo continua ad affidare un ruolo decisivo alla gara pubblica e alle offerte che verranno presentate. La disponibilità dichiarata è quella di sostenere con risorse pubbliche:
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la decarbonizzazione,
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il DRI, purché inseriti in un progetto industriale ritenuto sostenibile.
Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha confermato la prospettiva generale: la transizione verso l’acciaio green, sostenendo che esistono risorse pubbliche utilizzabili per accompagnare questo percorso.
Il Governo intende intervenire con un provvedimento d’urgenza, costruendo una fase transitoria fino alla conclusione della procedura di gara. L’obiettivo è evitare che la situazione venga interpretata come cessazione di attività, mantenendo aperta la prospettiva industriale.
La strategia presentata oggi ridisegna il quadro della vertenza, ma lascia aperti molti interrogativi. La città attende risposte chiare, tempi certi e un percorso che garantisca:
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tutela dei lavoratori,
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bonifiche,
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reindustrializzazione,
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un futuro sostenibile.
Servizio a cura di Debora Notarnicola