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giovedì 17 Settembre 2026
Morte Loris: diretta conseguenza della caduta

L’esame autoptico sul corpo di Loris Costantino, operaio della GEA Power morto il 2 marzo nello stabilimento siderurgico di Taranto, conferma quanto ipotizzato dagli inquirenti sin dal primo sopralluogo: la morte è stata causata da trauma da schiacciamento per precipitazione, con fratture multiple del torace, compromissione cardiorespiratoria ed emorragia massiva.

Loris stava svolgendo un’attività di pulizia su una passerella in quota quando è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa 15–16 metri. L’autopsia, eseguita dal professor Davide Ferrorelli e depositata il 14 settembre, conferma che il decesso è stato la diretta ed esclusiva conseguenza della caduta.

Il laboratorio di tossicologia forense dell’Università di Bari ha escluso la presenza di alcol e delle principali sostanze di abuso. Un elemento che rafforza ulteriormente la ricostruzione dei fatti: Loris era pienamente lucido e operativo al momento dell’incidente.

L’avvocato della famiglia, Fabrizio Del Vecchio, commenta così gli esiti dell’autopsia:

  • Loris è stato vittima incolpevole di una serie di inadempienze sulla sicurezza.

  • Non si è trattato di un evento imprevedibile o casuale.

  • La moglie e la famiglia meritano un processo giusto e celere per accertare le responsabilità.

Una posizione che si inserisce nel dibattito più ampio sulla sicurezza nello stabilimento siderurgico e sulle condizioni di lavoro che, negli anni, hanno portato a una lunga lista di incidenti mortali.

La morte di Loris Costantino non è solo una tragedia individuale: è l’ennesimo capitolo di una storia che Taranto conosce fin troppo bene. Una storia fatta di rischi, di mancanza di tutele, di vite spezzate mentre si lavora.

La città attende risposte. La famiglia attende giustizia. E l’intera comunità chiede che tragedie come questa non accadano mai più.

Servizio a cura di Debora Notarnicola