Il fallimento della Benchmark People, dichiarato il 15 settembre, apre una nuova e complessa vertenza nel territorio ionico. La società, attiva nello sviluppo di processi di vendita attraverso servizi di call center, era specializzata nella commercializzazione di servizi telefonici, energetici e assicurativi. Con la sentenza, è stata avviata la liquidazione giudiziale, lasciando senza prospettive occupazionali un numero significativo di lavoratori.
La sede di Lama, sulla circonvallazione dei Fiori, conta circa 50 operatori:
46 con contratto di collaborazione,
i restanti con contratto a tempo indeterminato.
Una situazione che colpisce duramente anche intere famiglie, con più membri impiegati nella stessa azienda e ora privi di qualsiasi reddito.
L’avvocato Fabrizio Del Vecchio sottolinea un problema strutturale del settore: il ricorso ai contratti di collaborazione, strumenti che non garantiscono alcuna tutela. In caso di fallimento, infatti, i collaboratori:
non possono accedere al fondo di garanzia;
hanno pochissime possibilità di recuperare i crediti dal fallimento;
non possono ottenere l’accredito figurativo dei contributi.
Una condizione che li espone a una vulnerabilità totale, soprattutto in situazioni di crisi improvvisa.
Diversa la situazione per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, che possono contare su:
accesso al fondo di garanzia;
recupero dei crediti;
copertura della Naspi.
Una disparità che evidenzia ancora una volta la fragilità del settore dei call center e la necessità di riformare strumenti contrattuali che non proteggono i lavoratori.
Il fallimento di Benchmark People si aggiunge alle numerose crisi che negli ultimi anni hanno colpito il territorio ionico, già provato da instabilità industriali e precarietà diffusa. La vertenza ora passa nelle mani delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, chiamate a trovare soluzioni che garantiscano almeno un minimo di tutela a chi, da un giorno all’altro, ha perso tutto.
Il lavoro non può essere un terreno di fragilità permanente. E questa storia lo dimostra ancora una volta.
Servizio a cura di Debora Notarnicola