C’è una data che ha diviso in due la vita di Vito Antonio Serafini: il 24 agosto 2020.
Da quel giorno, il bracciante agricolo di San Giorgio Ionico vive le conseguenze di un episodio che avrebbe potuto costargli la vita e che ancora oggi attende una definitiva risposta sul piano del risarcimento e della giustizia.
Vito Antonio stava tornando dal lavoro nei campi a bordo di una Fiat Panda guidata da un collega.
Nelle stesse ore, alcuni agenti impegnati nella ricerca dell’autore di una rapina stavano seguendo la segnalazione di un veicolo con caratteristiche simili.
Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, da quel momento si verificarono gli eventi che portarono al ferimento.
Le ferite riportate hanno avuto effetti devastanti.
L’uomo trascorse circa sei mesi senza potersi muovere autonomamente, assistito costantemente dalla moglie.
Ancora oggi convive con conseguenze importanti:
- frammenti metallici rimasti nel corpo;
- problemi all’addome;
- limitazioni fisiche permanenti;
- disturbo da stress post-traumatico.
Condizioni che hanno compromesso la possibilità di svolgere il lavoro agricolo che aveva sempre rappresentato la sua professione.
In questi anni Vito Antonio ha provato a riprendere la propria quotidianità e a rientrare nel mondo del lavoro.
Tuttavia i problemi fisici continuano a limitare pesantemente le sue attività, rendendo impossibile affrontare gli sforzi richiesti dai lavori manuali più pesanti.
A sostenerlo sono soprattutto la famiglia, la moglie e i figli.
Anche sul piano legale il percorso si è rivelato complesso.
La richiesta di risarcimento avanzata per i danni subiti non si è tradotta, finora, in un riconoscimento economico adeguato alle conseguenze riportate.
Il procedimento ha seguito un iter articolato e la vicenda è destinata a proseguire in sede civile.
È una frase che racchiude il senso di questa storia.
Non soltanto il dolore fisico e psicologico per quanto accaduto, ma anche il peso di un’attesa lunga sei anni nella ricerca di una risposta definitiva.
Una vicenda che continua a interrogare sul rapporto tra errori, responsabilità e tutela dei cittadini che si trovano a subirne le conseguenze.
E che, per Vito Antonio, non rappresenta soltanto un capitolo giudiziario, ma una battaglia quotidiana per riconquistare una normalità che quel giorno è andata perduta
Servizio a cura di Valentina Castellaneta