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giovedì 27 Agosto 2026
La Settimana Santa: un ponte di fede tra Granada e Taranto

La storia dei riti della Settimana Santa di Taranto torna alla luce attraverso una selezione di documenti straordinari, conservati nell’Archivio di Stato e ora protagonisti della mostra “Granada e Taranto, un puente de fé – un ponte di fede”. Un progetto culturale internazionale che mette in dialogo due città unite da una profonda tradizione religiosa e da un patrimonio rituale che attraversa i secoli.

Tra i documenti più significativi spicca il Protocollo Notarile del 1765 relativo alla donazione delle statue dell’Addolorata e di Cristo Morto da parte del Calò alla Confraternita del Carmine. Un atto che segna uno dei momenti fondativi della ritualità tarantina, ancora oggi al centro della devozione popolare. Accanto a questo prezioso documento, sarà esposto anche l’atto di donazione della statua dell’Addolorata alla Confraternita di San Domenico, insieme a numerosi statuti settecenteschi di altre confraternite cittadine.

La direttrice dell’Archivio di Stato, Valentina Esposto, sottolinea come questi materiali rappresentino una testimonianza unica delle radici storiche dei riti: atti notarili, scritti, fotografie, manufatti artigianali e perfino abiti storici provenienti dalla collezione donata da Ottavio Guida, figura di riferimento per gli studiosi e gli appassionati delle tradizioni tarantine.

La mostra sarà visitabile a Taranto dal 7 al 12 marzo 2026, per poi trasferirsi a Granada dal 22 al 26 marzo, ospitata nel Real Collegio Mayor de Santa Cruz. Un percorso che, come evidenziato da Gigi Montenegro, presidente dell’associazione La Veste Rossa, diventa una testimonianza itinerante della tradizione tarantina e un’opportunità di promozione culturale internazionale. Con oltre 160 navi da crociera che ogni anno approdano nel porto di Granada, l’iniziativa rappresenta un’occasione strategica per far conoscere la città e le sue tradizioni a un pubblico globale.

Anche Confcommercio Taranto, attraverso il vicepresidente Giuseppe Spadafino, evidenzia l’impatto positivo dei riti sul tessuto economico locale: durante la Settimana Santa si registra un aumento significativo di presenze nei B&B, negli hotel e nei locali, oltre al ritorno dei tanti tarantini che vivono fuori e che scelgono questo periodo per riabbracciare la propria comunità.

La mostra diventa così non solo un’esposizione, ma un ponte culturale e identitario che unisce passato e presente, Taranto e Granada, tradizione e futuro. Un invito a riscoprire la memoria, a valorizzare il patrimonio e a riconoscere nei riti della Settimana Santa un elemento fondamentale dell’anima tarantina.

Servizio a cura di Federica Pompamea