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lunedì 4 Maggio 2026
Uno Maggio Taranto: riflessioni, testimonianze e temi globali

Un bilancio dell’Uno Maggio Taranto con uno dei suoi direttori artistici, Michele Riondino, ospite nei nostri studi per analizzare un’edizione che ha registrato grande partecipazione, grande attenzione mediatica e, come spesso accade, anche polemiche.

Riondino ha definito la manifestazione «inevitabilmente internazionale», sottolineando come il palco abbia ospitato interventi che hanno intrecciato la realtà tarantina con temi globali. Tra questi, il contributo del dottor Cecinati, la testimonianza della vedova di Claudio Salamida e il messaggio del comitato cittadino. Lo stesso Riondino ha portato sul palco la lettura di una lettera scritta da una diciottenne che lascia Taranto per studiare altrove, ma promette di tornare.

Accanto ai temi locali, sono stati affrontati argomenti di attualità internazionale, come la situazione in Medio Oriente e le discussioni sul boicottaggio economico. Un intreccio che ha caratterizzato il taglio dell’evento, da sempre pensato come spazio di riflessione oltre che di musica.

Non sono mancate le polemiche politiche, come spesso accade attorno al Primo Maggio tarantino. Riondino ha commentato il dibattito che si è acceso, evidenziando come alcune critiche si concentrino più sul piano politico che sui contenuti portati sul palco. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle forze politiche nel confronto pubblico, sottolineando la necessità di coerenza e chiarezza nelle posizioni espresse.

L’edizione 2026 del Primo Maggio Taranto si conferma così un evento capace di unire spettacolo e impegno civile, musica e testimonianze, locale e globale. Un appuntamento che continua a far discutere, ma che soprattutto continua a dare voce a una città che cerca risposte, visione e futuro.