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martedì 21 Luglio 2026
Tartarughe abbandonate: è un reato, non un gesto d’amore

Liberare una tartaruga in un parco, in un fiume o in una vasca pubblica non è un gesto d’amore. È un reato penale, punito con fino a 3 anni di arresto e sanzioni pesantissime. E a Taranto, il caso simbolo di questa emergenza è la vasca della Villa Peripato, trasformata negli anni in un vero e proprio rettilario di specie esotiche abbandonate.

In collegamento, il presidente del WWF Taranto, Giovanni De Vincentis, ha spiegato la gravità della situazione: quando sono iniziate le attività di controllo, nella vasca erano presenti 170 tartarughe Trachemys, una delle 100 specie più invasive al mondo secondo il regolamento europeo. Grazie alle azioni congiunte WWF–Comune di Taranto, il numero è stato ridotto a circa 70 esemplari, ma resta comunque altissimo per una vasca così piccola.

La Trachemys, spesso acquistata come animale domestico, viene abbandonata quando cresce e diventa difficile da gestire. Ma l’abbandono non è solo un atto irresponsabile: è un reato disciplinato dal Decreto 230/2017, che regola l’eradicazione delle specie invasive e vieta la loro liberazione in ambienti naturali o urbani.

Queste tartarughe, introdotte illegalmente nei fiumi e nelle vasche della città, competono con le specie autoctone, alterano gli ecosistemi e mettono a rischio la biodiversità locale. Molti cittadini, convinti di “fare del bene”, contribuiscono inconsapevolmente a un problema ecologico enorme.

Il WWF Taranto invita la cittadinanza a informarsi, a non liberare animali esotici e a segnalare situazioni sospette. La tutela della biodiversità urbana passa anche da gesti responsabili e dal rispetto delle norme.