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venerdì 24 Luglio 2026
Emergenza agricoltura in Puglia

L’estate 2026 sta mettendo in ginocchio l’agricoltura pugliese. Nella provincia di Taranto, angurie, ciliegie e altre colture stagionali stanno letteralmente “cuocendo” sulle piante, con perdite che superano il 50%. Il caldo estremo, unito alla mancanza d’acqua per l’irrigazione, sta generando una crisi senza precedenti.

A peggiorare la situazione c’è il nodo irrisolto della gestione delle risorse idriche con la Basilicata. Dalla diga di San Giuliano, di cui la Puglia è comproprietaria, nei fine settimana si registra una riduzione improvvisa di oltre 300 litri al secondo lungo il canale adduttore. “Una situazione che si trascina da anni”, spiega ai nostri microfoni il direttore della CA2 Mari, Vito Rubino. “Con queste temperature, la riduzione della portata rende impossibile irrigare nella parte terminale del canale, soprattutto il sabato e la domenica.”

Alla crisi idrica si aggiunge il caro carburante: in soli 20 giorni il prezzo del gasolio in Puglia è aumentato del 12%, superando i 2,12 euro al litro. Per salvare i raccolti serve pompare più acqua, ma azionare pompe e trattori è diventato economicamente insostenibile. “Il credito d’imposta aiuta, ma è solo una soluzione tampone”, sottolineano gli agricoltori.

Le associazioni di categoria chiedono interventi strutturali immediati: ammodernamento delle infrastrutture idriche, accordi chiari sulla gestione delle risorse, taglio delle accise sui carburanti e misure urgenti per evitare il collasso finanziario delle aziende. La priorità è difendere il patrimonio agroalimentare del territorio, già duramente provato.

L’estate 2026 non è solo una stagione difficile: è un campanello d’allarme che chiede risposte rapide e concrete.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta