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sabato 19 Settembre 2026
Benchmark People: nuova vertenza sul territorio

Il fallimento della Benchmark People, dichiarato il 15 settembre, apre una nuova e complessa vertenza nel territorio ionico. La società, attiva nello sviluppo di processi di vendita attraverso servizi di call center, era specializzata nella commercializzazione di servizi telefonici, energetici e assicurativi. Con la sentenza, è stata avviata la liquidazione giudiziale, lasciando senza prospettive occupazionali un numero significativo di lavoratori.

La sede di Lama, sulla circonvallazione dei Fiori, conta circa 50 operatori:

  • 46 con contratto di collaborazione,

  • i restanti con contratto a tempo indeterminato.

Una situazione che colpisce duramente anche intere famiglie, con più membri impiegati nella stessa azienda e ora privi di qualsiasi reddito.

L’avvocato Fabrizio Del Vecchio sottolinea un problema strutturale del settore: il ricorso ai contratti di collaborazione, strumenti che non garantiscono alcuna tutela. In caso di fallimento, infatti, i collaboratori:

  • non possono accedere al fondo di garanzia;

  • hanno pochissime possibilità di recuperare i crediti dal fallimento;

  • non possono ottenere l’accredito figurativo dei contributi.

Una condizione che li espone a una vulnerabilità totale, soprattutto in situazioni di crisi improvvisa.

Diversa la situazione per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, che possono contare su:

  • accesso al fondo di garanzia;

  • recupero dei crediti;

  • copertura della Naspi.

Una disparità che evidenzia ancora una volta la fragilità del settore dei call center e la necessità di riformare strumenti contrattuali che non proteggono i lavoratori.

Il fallimento di Benchmark People si aggiunge alle numerose crisi che negli ultimi anni hanno colpito il territorio ionico, già provato da instabilità industriali e precarietà diffusa. La vertenza ora passa nelle mani delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, chiamate a trovare soluzioni che garantiscano almeno un minimo di tutela a chi, da un giorno all’altro, ha perso tutto.

Il lavoro non può essere un terreno di fragilità permanente. E questa storia lo dimostra ancora una volta.

Servizio a cura di Debora Notarnicola