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giovedì 11 Dicembre 2025

Una vasca naturale di 1600 metri quadri immersa nel mare del Golfo di Taranto, nell’area protetta dall’isola di San Paolo, formata da reti e banchine galleggianti capace di curare fino a 17 delfini. Così si presenta il primo rifugio marino d’Europa per mammiferi in cattività: il San Paolo Dolphin Refuge.

Un progetto, nato nel 2014 dalla collaborazione tra la Jonian Dolphin Conservation, Fondazione con il Sud e il Comune di Taranto realizzato con circa 2milioni euro, con l’obiettivo di riportare i delfini, provenienti da strutture zoologiche e centri di ricerca, a vivere la vita nel loro habitat naturale.

«Riusciremo ad accogliere i primi esemplari entro a fine del 2026 – ha detto Carmelo Fanizza responsabile del progetto – quando sarà completata anche la Control room all’interno delle nuove aree del Centro Ketos costruiti al primo piano di Palazzo Amati».

Tutti i dati saranno analizzati dal personale che la Jonian Dolphin Conservation ha già selezionato: un team di medici veterinari, biologi che include anche esperti internazionali.

Un’equipe formata grazie anche al partenariato di Fondazione con il Sud con l’Ambasciata di Spagna in Italia che in sette anni ha generato un rapporto di diplomazia scientifica culturale.

«Un accordo – ha spiegato Carlos Tercero, Consigliere Culturale e Scientifico dell’Ambasciata di Spagna in Italia – che ha creato un ponte tra la comunità marina spagnola e quella del sud d’Italia».

Uno scambio equo di competenze ed esperienze per assicurare un lavoro efficiente sui delfini. «Le nostre conoscenze sulla vita e i comportamenti dei mammiferi in libertà – ha detto Bruno Díaz López, Direttore ‘Bottlenose Dolphin Research Institute’– consentiranno di intervenire in maniera corretta sui delfini del rifugio San Paolo per assicurare il benessere e la sicurezza di cui hanno bisogno».

Queste cure dirette sui delfini saranno supportate dalle informazioni che verranno intercettate dalle telecamere posizionate in mare. «Abbiamo installato una boa parametrica- ha detto Monica Barnaba medico veterinario della Jonian Dolphin Conservation – con strumenti che generano in tempo reale valori della qualità e del pH dell’acqua. In questo modo possiamo gestire in maniera rapida eventuali criticità».

Il San Paolo Dolphin Refuge, inoltre, è la prima struttura a supporto delle linee guida europee che dal 2021 stabiliscono l’applicazione delle norme sulla cattività, rafforzando i controlli sulle strutture zoologiche e centri di ricerca ancora aperti e identifica i cetacei come specie prioritarie da tutelare.

«Abbiamo già delle richieste per il rifugio – ha sottolineato Fanizza, responsabile del progetto San Paolo Dolphin Refuge – e una volta avviato il completamento dell’iter autorizzativo per la presa in carico dei delfini, saremo pronti ad accoglierli».