Il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha scelto l’aula del Consiglio Comunale per esprimere, con toni insolitamente diretti, il proprio disagio politico. Un intervento che ha certificato l’esistenza di tensioni profonde all’interno della maggioranza che lo sostiene, in particolare con il Partito Democratico, sempre più distante nelle ultime settimane.
Lo sfogo arriva dopo giorni di polemiche per la sua assenza alla manifestazione in Piazza Fontana in memoria di Bakari Sako, il bracciante maliano ucciso lo scorso maggio, e per la mancata proclamazione del lutto cittadino. Bitetti ha parlato di un clima ostile, di attacchi continui e di un ruolo istituzionale diventato “bersaglio preferito” non solo dell’opposizione, ma anche di pezzi della sua stessa coalizione.
Il sindaco ha ricordato anche l’episodio del 1° maggio, quando prese le distanze dalle parole del professor Montanari che, dal palco del Concertone, aveva accostato l’immagine di Giorgia Meloni a quella di Benito Mussolini. Anche in quel caso, le critiche non mancarono, alimentando un malessere che oggi Bitetti ha deciso di rendere pubblico.
Il nodo centrale resta però il rapporto con il PD. In più occasioni – compreso il dibattito seguito all’omicidio di Piazza Fontana – esponenti autorevoli del partito hanno espresso posizioni divergenti rispetto al sindaco, evidenziando differenze di metodo e di visione. Una distanza che, secondo Bitetti, contribuisce a un crescente senso di isolamento politico.
A meno di un anno dalle elezioni che lo hanno portato alla guida della città, lo scenario appare complesso: una maggioranza che fatica a trovare una linea comune, un sindaco che denuncia mancanza di sostegno e un clima politico che rischia di diventare sempre più instabile.
Le prossime settimane diranno se questo sfogo rappresenta un punto di rottura o l’inizio di un chiarimento necessario.
Servizio a cura di Enzo Ferrari