Un filo che unisce Teseo e Arianna, la Corona Boreale, la prima fatica di Eracle legata al segno del Leone e il coppiere degli dèi associato all’Acquario. È il percorso tematico che ha guidato il nuovo tour archeologico del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, un’esperienza che intreccia mitologia, costellazioni e musica rinascimentale-barocca.
L’iniziativa rientra nella rassegna “Un anno di concerti”, voluta dall’Orchestra della Magna Grecia in collaborazione con il MArTA, con l’obiettivo di creare una contaminazione culturale tra patrimonio archeologico e linguaggi artistici contemporanei. MArTA • Orchestra Magna Grecia
La direttrice del museo, Stella Falzone, spiega come il progetto nasca dalla volontà di offrire al pubblico un’esperienza duplice: assistere a concerti, performance teatrali e cori, e allo stesso tempo seguire percorsi tematici sempre diversi tra le collezioni del museo. «Questa volta il focus è sui miti e sulle costellazioni, ma ogni appuntamento propone un approfondimento nuovo», racconta.
Il maestro Maurizio Lomartire sottolinea invece la ricchezza musicale del programma, che attraversa i secoli tra Rinascimento e Barocco: «È il periodo in cui la polifonia raggiunge il suo culmine e, allo stesso tempo, nasce il canto monodico che porterà all’opera. È davvero mitologia della musica.»
Il risultato è un viaggio tra luci e ombre del passato, dove le storie degli eroi e degli dèi si intrecciano con le voci e gli strumenti dei grandi autori del Cinquecento e Seicento. Un’esperienza immersiva che conferma ancora una volta il ruolo del MArTA come luogo di innovazione culturale e dialogo tra arti.
La rassegna continua, portando Taranto al centro di un percorso che unisce memoria, bellezza e ricerca artistica.
Servizio a cura di Federica Pompamea