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lunedì 18 Maggio 2026
Lo stallo disabili negato

A Lama, quartiere residenziale di Taranto, la burocrazia ha assunto la forma di un muro invisibile che si è alzato attorno alla casa di Stefano Falcone, 53 anni, ex lavoratore della Natuzzi, oggi impegnato in una battaglia durissima contro un cordoma della colonna vertebrale, un tumore raro e aggressivo. Le sue condizioni sono talmente gravi da rendergli impossibile persino raggiungere il vicino ospedale Moscati. Per questo la sanità si è adattata: i medici delle Molinette di Torino lo visitano a distanza, una volta al mese, tramite il tablet fornito dalla struttura.

Per i medici dell’INPS, Stefano è un paziente a rischio vitale in caso di trasporto. Eppure, secondo quanto racconta la moglie Alessandra, questo non è bastato alla Polizia Municipale di Taranto per procedere con il rinnovo della CUDE, in scadenza il 30 maggio, né con la concessione di uno stallo riservato sotto casa.

La procedura si è bloccata per l’assenza del cosiddetto “codice 5”, una dicitura specifica relativa alla deambulazione. Una mancanza formale che stride con quanto riportato dallo stesso verbale INPS, che certifica la necessità di assistenza continua e l’impossibilità di compiere gli atti quotidiani senza un accompagnatore fisso.

Un paradosso che pesa come un macigno. In una zona come Lama, dove gli spazi non mancano, un parcheggio riservato non toglierebbe nulla a nessuno, ma restituirebbe almeno un po’ di dignità a chi sta già affrontando una condizione di estrema fragilità. Invece, la famiglia si è sentita rispondere che gli agenti devono “verificare personalmente” i requisiti del paziente, nonostante la documentazione medica e la certificazione di rischio vitale.

«Sono situazioni che non dovrebbero esistere» racconta Alessandra. «Un malato soffre già abbastanza. Poi arrivano queste umiliazioni che lo fanno stare ancora peggio».

La tecnologia e la medicina avanzano per proteggere i più fragili. La burocrazia, invece, sembra ferma al secolo scorso. Abbiamo interpellato il Comune di Taranto e il Comando della Polizia Municipale. Attendiamo una replica. Ma soprattutto, attendiamo una soluzione immediata che restituisca dignità alla famiglia Falcone.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta