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giovedì 9 Luglio 2026
La pensilina del Ragionier Ugo

La nuova pensilina della fermata BRT è diventata, nel giro di poche ore, uno dei simboli più discussi della città. La struttura, imponente e visivamente invasiva, è stata installata in un punto delicato della Città Vecchia, finendo per oscurare la storica pensilina Liberty, elemento architettonico che da anni caratterizza il fronte sul Mar Piccolo.

La questione non riguarda solo l’impatto estetico: la pensilina Liberty è parte di un progetto di riqualificazione da 6 milioni di euro inserito nel Contratto Istituzionale di Sviluppo. Un intervento che punta a valorizzare uno dei luoghi più suggestivi della città, oggi penalizzato da una struttura che sembra non dialogare con il contesto, né rispettarne la storia.

Il dubbio che emerge è semplice: chi ha progettato questa pensilina conosce davvero questo angolo di Taranto? Ha percepito la sua identità, la sua bellezza, la sua memoria? O si tratta dell’ennesimo progetto nato sulla carta, senza uno sguardo reale sul territorio?

A rendere il quadro ancora più complesso c’è un secondo caso, in viale Trentino: una pensilina installata sotto un balcone. Un’immagine che ha rapidamente fatto il giro dei social, diventando simbolo di un’architettura che sembra ignorare logica, proporzioni e buon senso. Una scelta che appare surreale, quasi grottesca, e che alimenta ulteriormente il dibattito sulla qualità della progettazione urbana.

In entrambe le vicende emerge un’assenza pesante: quella della Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio, che non ha fermato né corretto interventi così impattanti. Un silenzio che lascia spazio a interrogativi e preoccupazioni.

Taranto si ritrova così a fare i conti con opere che non valorizzano, ma nascondono. Che non dialogano, ma sovrastano. Che non rispettano, ma cancellano. E la città, ancora una volta, chiede che la bellezza dei suoi luoghi venga protetta, non coperta.

Servizio a cura di Enzo Ferrari