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mercoledì 22 Luglio 2026
Il Palamazzola è stato restituito alla comunità

Il Palamazzolo è pronto. Dopo un anno di cantieri e un investimento di 4 milioni di euro, l’impianto sportivo tarantino è stato ufficialmente riconsegnato alla città e al Comitato dei Giochi del Mediterraneo 2026. Si tratta della prima delle cinque opere affidate al Comune di Taranto, come ha spiegato il vicesindaco Mattia Giorno, consegnata a meno di 30 giorni dall’inizio della manifestazione.

L’intervento ha trasformato radicalmente la struttura, rendendola moderna, accessibile e ad alta efficienza energetica. Sono stati installati nuovi impianti di climatizzazione, rinnovati spogliatoi e palestre per atleti, arbitri e allenatori, realizzati servizi igienici accessibili, introdotti monitor digitali e sostituiti seggiolini, vetrate e ringhiere per garantire sicurezza e comfort. Particolare attenzione è stata dedicata all’area riservata alle persone con disabilità e alle sale stampa e conferenze, completamente rinnovate.

Secondo Cristina Giannico, responsabile unica del procedimento, la complessità dell’intervento è stata legata alla natura della struttura: “Siamo intervenuti su un impianto esistente, e questo rende la ristrutturazione più complicata e spesso meno visibile rispetto a una nuova costruzione. Ma abbiamo messo tutto l’impegno possibile per restituire alla città un palazzetto completamente riqualificato.”

Il Palamazzolo, che negli anni ha ospitato competizioni, vittorie e sconfitte, si prepara ora ad accogliere l’edizione da record dei Giochi del Mediterraneo e il primo Test Event dedicato al basket, in programma sabato 25 luglio e aperto alla cittadinanza.

Per Simona Sasso, dirigente del settore grandi opere, questa consegna rappresenta un passo decisivo verso una rigenerazione urbana che guarda al futuro: “Dopo la manifestazione sportiva, l’impianto sarà restituito pienamente alla collettività e alle associazioni, che potranno usufruirne appieno.”

Il Palamazzolo non è solo un impianto rinnovato: è un simbolo della Taranto che cambia, che investe, che cresce.

Servizio a cura di Federica Pompamea