A meno di un mese dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo, Taranto vive un clima di entusiasmo crescente. La città si prepara ad accogliere la 20ª edizione della manifestazione sportiva che dal 21 agosto al 3 settembre porterà atleti, delegazioni e visitatori da tutto il bacino del Mediterraneo. Ma accanto all’euforia, c’è un tema che emerge con forza dalle voci dei cittadini: l’eredità delle grandi opere.
Le strutture rinnovate e gli impianti rigenerati rappresentano un investimento importante, e molti tarantini guardano già al “dopo Giochi”. “Speriamo che sia una cosa bellissima e che possa durare anche dopo”, racconta una residente. “Bisogna vedere cosa se ne farà delle strutture, come la piscina: potrebbe diventare un impianto agonistico, utile per gli allenamenti degli atleti.”
Il desiderio comune è che gli impianti non restino cattedrali nel deserto, ma vengano affidati a società competenti, capaci di valorizzarli nel lungo periodo. “È importante che vengano mantenuti non solo per questo periodo, ma per i nostri figli, i nipoti… e anche per noi”, aggiunge un altro cittadino. L’attenzione è alta, perché la città vede nei Giochi un’occasione di rilancio economico e sociale.
Intanto, cresce anche la curiosità per gli eventi collaterali che accompagneranno le gare. Molti tarantini hanno già acquistato i biglietti per la serata inaugurale, altri si preparano a vivere la manifestazione “con o senza biglietti”, semplicemente partecipando all’atmosfera. “Cercherò in tutti i modi di stare in quello stadio bellissimo”, dice un giovane. E c’è chi aggiunge: “Vado o non vado, gioirò lo stesso. Sono tarantina col cuore.”
Taranto si affaccia al Mediterraneo con entusiasmo, orgoglio e una grande speranza: che i Giochi non siano solo un evento, ma un nuovo inizio.
Servizio a cura di Federica Pompamea