Mentre cresce l’attesa per il pronunciamento della Corte di Cassazione sull’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto, emergono nuovi elementi sul possibile futuro industriale dell’ex Ilva.
Una delle novità più significative riguarda la guida di Federacciai. L’attuale presidente Antonio Gozzi è destinato a lasciare il proprio incarico, che dovrebbe passare ad Alessandro Banzato durante l’assemblea prevista per il prossimo mese di novembre.
Un avvicendamento che, secondo le valutazioni attuali, non dovrebbe compromettere l’interesse manifestato dall’accordata italiana nei confronti dell’ex Ilva.
All’interno del gruppo di imprenditori interessati all’operazione esisterebbero però sensibilità differenti.
Le principali divergenze riguarderebbero alcuni dei protagonisti dell’industria siderurgica italiana, tra cui Marcegaglia e Arvedi, che avrebbero visioni diverse sulle modalità di gestione dell’eventuale acquisizione.
Un elemento appare però sempre più chiaro: la cordata italiana sarebbe interessata principalmente all’area a freddo dello stabilimento.
L’eventuale presenza dell’area a caldo nel perimetro della vendita potrebbe rappresentare un elemento di criticità e portare il gruppo a riconsiderare la propria partecipazione alla procedura.
L’ipotesi industriale attualmente allo studio punterebbe a mantenere operative le lavorazioni dell’area a freddo e, in prospettiva, a valutare la realizzazione di un forno elettrico per garantire una produzione più sostenibile.
Nel frattempo i tecnici incaricati dalla cordata stanno effettuando una ricognizione approfondita sugli impianti di Taranto.
L’obiettivo è comprendere:
- lo stato reale delle strutture;
- gli interventi necessari;
- gli investimenti indispensabili per riportare gli impianti alla piena operatività.
Tra le ipotesi allo studio dei commissari straordinari emerge anche un possibile coinvolgimento di Invitalia.
Parallelamente non viene esclusa la partecipazione del gruppo Jindal, che potrebbe avere un ruolo all’interno di un’eventuale nuova configurazione dell’operazione.
La partita dell’ex Ilva resta quindi aperta su più fronti: giudiziario, industriale e finanziario.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale modello produttivo potrà caratterizzare il futuro dello stabilimento e quale ruolo continuerà ad avere Taranto nella siderurgia italiana ed europea.
Servizio a cura di Enzo Ferrari