Si aggrava il quadro economico di Kyma Ambiente, la società che gestisce il servizio di igiene urbana a Taranto. I dati contenuti nel bilancio 2025, predisposto dall’amministratore unico Gaetano Nacci, fotografano una situazione estremamente delicata.
I numeri parlano da soli.
La società presenta esposizioni complessive superiori ai 43 milioni di euro, mentre quasi 27 milioni risultano dovuti all’Erario per tributi e imposte.
Ancora più preoccupante il dato relativo al patrimonio netto, che registra un valore negativo superiore ai 36 milioni di euro.
Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda il valore del termovalorizzatore.
L’impianto, che nelle precedenti valutazioni era stato stimato in circa 54 milioni di euro, viene oggi valorizzato per una cifra inferiore ai 2 milioni di euro.
Una revisione che modifica profondamente il quadro patrimoniale della società e che riapre il dibattito sulle scelte compiute negli anni passati.
Tra le criticità aperte figura anche la vicenda dell’impianto Pasquinelli.
Secondo quanto emerso, esisterebbe un contenzioso con la società che ha in gestione la struttura dal 2024. Al centro della disputa vi sarebbero canoni contrattuali non corrisposti per circa 250 mila euro annui.
Sulla gestione della società è intervenuta anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione.
L’ANAC ha acceso i riflettori sulle proroghe degli affidamenti del servizio da parte del Comune, contestando il ricorso reiterato all’affidamento senza una preventiva gara pubblica che consenta di verificare eventuali condizioni più vantaggiose sul mercato.
Particolarmente delicata resta la questione occupazionale.
L’organico attuale conta:
- 303 dipendenti diretti
- 136 lavoratori somministrati
per un totale di 439 unità lavorative.
La preoccupazione dei sindacati riguarda soprattutto le garanzie occupazionali in un contesto di forte incertezza.
Nel corso del Consiglio comunale monotematico è emersa l’ipotesi della liquidazione volontaria.
Secondo la maggioranza che sostiene il sindaco Piero Bitetti, questa potrebbe rappresentare una strada tecnica per affrontare la crisi e tentare una riorganizzazione complessiva dell’azienda.
Resta però da comprendere quale sarà il percorso concreto e quali conseguenze potrà avere sul servizio, sugli impianti e sui livelli occupazionali.
Quella di Kyma Ambiente non è soltanto una crisi societaria.
È una vicenda che coinvolge centinaia di famiglie, un servizio pubblico essenziale e la capacità del Comune di garantire nel futuro un sistema efficiente di igiene urbana.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se si andrà verso una soluzione di rilancio oppure verso scenari ancora più complessi.
Servizio a cura di Enzo Ferrari