Il pronunciamento della Cassazione rappresenta uno dei passaggi più significativi dell’intera vicenda ex Ilva.
Secondo quanto emerso, il principio affermato dai giudici è netto: il diritto al lavoro che la Repubblica deve promuovere non può prescindere dalla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle comunità coinvolte.
Una affermazione che richiama direttamente lo Stato alle proprie responsabilità e che apre una nuova fase per il futuro del polo siderurgico di Taranto.
Uno dei dati che appare sempre più evidente è la chiusura definitiva della stagione dell’acciaio prodotto attraverso il tradizionale ciclo integrale.
Un modello produttivo che per decenni ha caratterizzato lo stabilimento jonico e che oggi sembra non avere più prospettive di continuità.
La questione aperta riguarda invece ciò che verrà dopo.
Le ipotesi sul tavolo sono diverse.
Si parla della possibile realizzazione di forni elettrici, di una produzione basata esclusivamente sull’area a freddo oppure di nuove forme di gestione industriale.
Al momento, tuttavia, non esiste ancora una soluzione definitiva.
Un momento decisivo sarà rappresentato dall’8 novembre, termine fissato per la presentazione delle offerte vincolanti relative all’acquisizione del gruppo.
Secondo le indiscrezioni che continuano a circolare negli ambienti industriali, starebbe prendendo forma uno scenario che vedrebbe:
- la cordata italiana interessata principalmente agli impianti del Nord;
- il gruppo indiano Jindal potenzialmente interessato allo stabilimento di Taranto.
Si tratta, al momento, di ipotesi che dovranno trovare conferma nelle prossime settimane.
La situazione economica dell’azienda continua intanto a essere estremamente complessa.
Gli impianti restano sostanzialmente fermi, gran parte dei lavoratori si trova tra cassa integrazione e ferie forzate e il confronto tra Governo, sindacati e istituzioni locali prosegue alla ricerca di una soluzione che possa garantire continuità produttiva e tutela occupazionale.
La partita non riguarda soltanto Taranto.
Il futuro dell’ex Ilva coinvolge l’intera filiera siderurgica nazionale, migliaia di posti di lavoro e la capacità dell’Italia di continuare a produrre acciaio.
La Cassazione ha fissato il principio. Ora la responsabilità passa alla politica e alle istituzioni.
E la decisione che verrà assunta nelle prossime settimane segnerà il futuro industriale di Taranto per i prossimi decenni.
Servizio a cura di Enzo Ferrari