A Paolo VI è stato compiuto un passo decisivo per la nascita della nuova parrocchia dedicata a San Giuseppe Moscati, un progetto che la comunità attendeva da tempo e che ora inizia a prendere forma concreta. Sabato scorso è stata posta la prima pietra, un gesto simbolico che segna l’avvio ufficiale dei lavori e che racconta la volontà di costruire un luogo di fede, incontro e servizio. San Giuseppe Moscati
Il parroco Don Marco Crispino ha ripercorso la storia di questo progetto, nato nel 2021 subito dopo l’acquisto del terreno. La scelta dello studio di progettazione Icaro Progetti, guidato dall’architetta Benedetta Fontana, è arrivata dopo un confronto con l’allora arcivescovo Santoro, colpiti entrambi dalla capacità dello studio di coniugare semplicità architettonica, tradizione e spiritualità. Icaro Progetti
L’architetta Fontana ha trascorso giorni nel territorio tarantino, immergendosi nella comunità e osservando le forme dell’architettura locale. Ha lasciato che il paesaggio, la luce e la fede del popolo pugliese guidassero l’ispirazione. Il risultato è un progetto caratterizzato dal bianco, dalla luminosità e da linee essenziali che richiamano la tradizione mediterranea, restituendo un’immagine di chiesa accogliente e contemporanea.
La nuova parrocchia non sarà soltanto un luogo di culto. Il progetto prevede una struttura pensata per rispondere ai bisogni reali del quartiere Paolo VI, con spazi dedicati alla vita comunitaria e al sostegno delle famiglie. Oltre all’aula liturgica sorgeranno gli uffici parrocchiali, le aule per la catechesi e le attività pastorali, un salone parrocchiale, la casa canonica, gli spazi destinati alla Caritas e un piccolo ambulatorio. Quest’ultimo sarà messo a disposizione di medici che vorranno offrire gratuitamente la propria professionalità alle famiglie più fragili. Caritas
Don Marco ha sottolineato come la nuova parrocchia voglia essere un luogo di fede, ma anche un punto di riferimento sociale, un presidio di ascolto e cura. Un progetto che guarda al futuro e che restituisce al quartiere un segno concreto di crescita e speranza.
La posa della prima pietra rappresenta quindi molto più dell’inizio di un cantiere: è l’avvio di un percorso condiviso, un gesto che unisce architettura, comunità e spiritualità. Paolo VI si prepara ad accogliere una nuova casa, costruita per essere vissuta, abitata e riconosciuta come parte essenziale della vita del quartiere.