FREQUENZA 96.5 MHZ DAB+

venerdì 23 Ottobre 2026
Le motivazioni della corte d'appello

La decisione della Corte d’Appello di Milano è netta e segna un passaggio cruciale nella storia dello stabilimento siderurgico di Taranto. I giudici hanno respinto l’istanza di sospensiva presentata dai legali di Acciaierie d’Italia e dell’Ilva in amministrazione straordinaria, confermando il fermo dell’area a caldo.

La Corte afferma che il bilanciamento tra interessi contrapposti “non può che far propendere a favore della tutela della salute”. A fronte del grave danno economico derivante dalla compromissione degli impianti, prevale l’esigenza di proteggere il diritto alla vita e alla salute.

Una posizione che ribalta anni di dibattito pubblico, dove il mantra “salute vs lavoro” non ha mai trovato una traduzione concreta nelle scelte politiche.

I giudici sottolineano che la sospensione dell’attività dell’area a caldo non è un evento improvviso, ma prevedibile. Una responsabilità che ricade sulle scelte imprenditoriali dei soggetti coinvolti negli anni.

La Corte suggerisce anche una possibile destinazione per parte dei lavoratori: l’impiego nelle bonifiche e negli adeguamenti degli impianti, attività considerate affini e potenzialmente capaci di assorbire una quota di personale.

Un’indicazione che apre un fronte nuovo: quello della riconversione e della rigenerazione industriale.

Fin qui le motivazioni dei giudici. Ora tocca alla politica fare la propria parte:

  • individuare soluzioni,

  • garantire tutele,

  • evitare l’esplosione della bomba sociale che minaccia Taranto e l’intero sistema produttivo.

Il governo, ultimo a ritrovarsi “con il cerino in mano”, deve assumersi la responsabilità di guidare questa fase. Le istituzioni locali, invece, devono finalmente dimostrare autorevolezza e capacità di difendere un territorio che troppo spesso ha pagato il prezzo della debolezza della propria classe dirigente.

La città è di fronte a una svolta storica: la fine dell’area a caldo non è solo un fatto industriale, ma un passaggio che ridefinisce identità, economia e futuro.

Servizio a cura di Debora Notarnicola