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mercoledì 21 Ottobre 2026
Deroga al novellame straniero nel Mar Piccolo

Arriva una svolta attesa e al tempo stesso discussa per il comparto della mitilicoltura tarantina. Dopo un lungo confronto tra istituzioni, produttori e associazioni di categoria, è stata autorizzata la reimmersione nel Mar Piccolo del seme di cozza proveniente dall’estero.

La decisione nasce da una situazione eccezionalmente critica. La moria di novellame registrata nel 2026, aggravata dall’aumento delle temperature marine, ha colpito duramente il settore lasciando a disposizione quantità molto limitate di prodotto locale.

L’obiettivo della deroga è evitare il blocco dell’attività produttiva e consentire alle aziende di continuare a lavorare.

Molti operatori del settore hanno chiesto pari accesso al seme proveniente principalmente da Grecia e Spagna, considerandolo l’unico strumento immediatamente disponibile per garantire la continuità della produzione.

Secondo i rappresentanti del comparto, la moria registrata quest’anno risulta addirittura superiore a quella del 2024, rendendo inevitabile una soluzione straordinaria.

Non tutti hanno accolto positivamente il provvedimento.

Alcune associazioni di categoria hanno manifestato preoccupazione per:

  • la tutela dell’ecosistema del Mar Piccolo;
  • l’eventuale introduzione di specie aliene;
  • possibili parassitosi;
  • la salvaguardia dell’identità della tradizionale cozza tarantina.

Tra le richieste avanzate figurano anche un rafforzamento della lotta all’abusivismo, punti di approdo regolari, controlli più rigorosi e migliori servizi per gli operatori.

Gli enti scientifici e sanitari coinvolti nel confronto hanno espresso parere favorevole all’operazione.

Per garantire la sicurezza ambientale e alimentare, la deroga sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio costante con verifiche periodiche ogni quindici giorni.

L’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali criticità e assicurare il rispetto degli standard di qualità.

Uno dei temi più delicati riguarda il mantenimento delle caratteristiche che rendono unica la cozza di Taranto.

Dall’assessorato alle Attività Produttive spiegano che il seme importato completerà comunque il proprio ciclo di crescita nel Mar Piccolo, beneficiando delle particolari condizioni ambientali garantite dai citri e dall’incontro tra acqua dolce e salata.

In altre parole, pur partendo da novellame proveniente dall’estero, il prodotto finale continuerà a svilupparsi nelle acque che da sempre caratterizzano la tradizione mitilicola tarantina.

La scelta rappresenta una risposta emergenziale a una crisi che rischiava di mettere in ginocchio uno dei settori più identitari dell’economia locale.

Tra esigenze produttive, tutela ambientale e difesa della qualità, la mitilicoltura tarantina si prepara ora ad affrontare una fase nuova, con l’obiettivo di garantire lavoro, continuità aziendale e salvaguardia di una delle eccellenze più riconoscibili del territorio. 

Servizio a cura di Valentina Castellaneta